Meloni “vede” il voto anticipato: «Se vinciamo in Emilia Romagna, il Quirinale non ha scelta»

giovedì 23 gennaio 13:24 - di Michele Pezza
Meloni

Le elezioni in Emilia Romagna (e in Calabria) si terranno solo domenica. Ma è già un fiorire di ipotesi e di scenari, il cui motivo di fonda suona pressappoco così: che farà Mattarella se il centrodestra dovesse vincere? L’eventualità è tutt’altro che remota. Anzi, è incombente. Salvini, Meloni e Berlusconi hanno già fatto sapere di aspettarsi dal Quirinale la presa atto della distanza tra Paese reale e governo legale mandando gli italiani alle urne.

La Meloni a tutto campo

Un concetto che la leader di FdI non manca di argomentare dagli schermi dell’Aria che tira, su La7. «Non ho la pretesa di insegnare il lavoro al Presidente della Repubblica – premette – ma non condividerei una scelta diversa, perché a norma di Costituzione lui non è un banale notaio che deve certificare se esiste o non esiste una maggioranza in Parlamento. È un elemento di garanzia». A sostegno della sua tesi, la leader di FdI cita il giurista Costantino Mortati, che fu anche membro della Costituente. Ma al di là delle considerazioni giuridiche, è il significato politico dell’eventuale vittoria in Emilia Romagna a spalancare la porta al voto anticipato. «Se anche i cittadini di quella che è la cassaforte della sinistra in Italia dicono che la sinistra la vogliono mandare a casa, ma come altro lo devono dire gli italiani che questo governo non lo vogliono?», chiede ancora la Meloni.

«Di Maio? Avrebbe dovuto dimettersi anche da ministro»

La leader della destra italiana ha parlato anche delle dimissioni di Luigi Di Maio. «Si dimette da leader dei 5Stelle ma non da ministro per cercare di rendere presentabile un Movimento che possa rimanere così abbarbicato alle poltrone del governo, per cui considero la cosa non fatta nell’interesse dei cittadini». Infine, una stoccata al referendum sul taglio dei parlamentari: «Se non ci fosse oggi noi avremmo già un Parlamento tagliato in caso di elezioni, mentre con il referendum rischiamo di andare a votare, se andiamo a votare, ancora con il plenum di quasi mille parlamentari. Secondo me era meglio evitarlo».

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 25 gennaio 2020

    Se a te, il capo di un determinato partito to dovesse dire: – Domani tu verrai eletto presidente della Ditta****** e ti terremo li per 7 anni – Cosa risponderesti, pur sapendo che dovrai rispettare certe condizioni e dire sempre di ” SI SIGNORE ” o ” NO SIGNORE ” senza prima consigliarti con chi ti ha messo in quel POSTO ???????
    Purtroppo cosi’ gira la ruota della Repubblica.

  • mariella albertoni 24 gennaio 2020

    Ho la strana sensazione che debba succedere qualcosa durante la giornata delle votazioni. Tanto odio e astio portano solo guai.

  • Carlo Cervini 24 gennaio 2020

    E’ anche lui della Parrocchia………….eletto da loro, ma questa volta dovrete essere durissimi, minacciare il ritiro del partito, magasi insieme a tutto il centrodestra dal Parlamento……………..si deve votare al più presto e cassare tutte quelle leggi, compreso il bilancio, e norme folli approvate negli ultimi mesi che stanno provocando dei danni incalcolabili alla gente. Pensate che persino la BCE ha ammonito il Governo per il contante che in tutti i Paesi UE è minimo a 10.000 euro e noi andremo a 1.000 con i turisti esteri in mille difficoltà.

  • eddie.adofol 24 gennaio 2020

    Cara GIORGIA tutto dipende dalla MUMMIA che sta al quirinale- PRIMA GLI ITALIANI VERACI poi tutte le mummie del mondo-

  • giovanni vuolo 23 gennaio 2020

    Pia illusione !!! Mattarella e’ un Presidente molto distratto, e certo, le sue orecchie tappate, non ascolteranno il grido degli italiani. Io credo che questi farabutti non si scolleranno dalle poltrone e giustificheranno ogni nefandezza, pur di rimanere abbarbicati al potere. Magari mondando ogni abominio attraverso la suprema piattaforma Russeau. Guardiamo l’esempio della Trenta, che le ha provate tutte, ed anche di più, per non abbandonare la dimora romana, e ci faremo un’idea dei tristi figuri che abbiamo di fronte. Io ho una sola speranza : che proprio per amor di poltrona, all’indomani di una sonora sconfitta, molti di loro potrebbero optare per lidi più sicuri, garantiti da una candidatura nella Lega, in collegi chiusi. Diversamente, non se ne esce. Sperare in un illuminato intervento di Mattarella è masochismo allo stato puro.

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