Meloni contro Rula Jebreal: le piace Lerner, ma anche i nostri elettori pagano il canone Rai

lunedì 13 gennaio 17:48 - di Redazione
Meloni contro Rula

Giorgia Meloni contro Rula Jebreal. Il tutto nasce da un ragionamento di Gad Lerner ospite di Massimo Giletti a Non è l’arena.  Che cosa ha detto Lerner? Ha citato il suo benzinaio. “Il mio benzinaio mi ha detto che per fare politica in Italia e avere successo bisogna parlare male degli extracomunitari e parlare bene degli animali, perfetto per Matteo Salvini e Giorgia Meloni”. Insomma niente di nuovo: la solita accusa di populismo rivolta alla destra che Lerner proprio non sopporta.

Il punto è che dopo questa uscita di Lerner la frase arriva su Twitter e riceve un apprezzamento da Rula Jebreal. Lo denuncia Giorgia Meloni che attacca: “Rula Jebreal mette mi piace a questo raffinato ragionamento raccontato da #GadLerner, ma pretende di essere pagata migliaia di euro per un monologo di 5 minuti al festival di #Sanremo anche con i soldi di chi vota #FratellidItalia e Lega…”. Un attacco che non lascia indifferenti gli utenti Twitter o quali, a questo punto, si sentono in dovere di lanciare la proposta: boicottare Sanremo.

Meloni contro Rula Jebreal: “Non mi sta bene”

Un pasticcio nato sui social che però come sappiamo hanno il potere di condizionare sia la politica sia i sentimenti comuni. Lerner tra l’altro sempre da Giletti ha speso parole di elogio per Rula Jebreal: “Era una giovane donna araba che rompeva gli schemi, che non era sottomessa, che non si metteva il velo e che non corrispondeva allo stereotipo ostile, che sapeva le lingue, con prestigio internazionale. E per questo motivo non capisco perché Giorgia Meloni dovrebbe avere paura di una donna italiana, israeliana e araba che parla di violenza sulle donne al Festival di Sanremo…”. Anche il post contenente queste parole di Lerner è stato rilanciato dalla stessa Jebreal, che ha apprezzato e ringraziato.

La leader di Fratelli d’Italia, anche lei ospite di Giletti, aveva detto che “se Rula Jebreal va al Festival di Sanremo a spese dei contribuenti a fare un monologo senza contraddittorio non mi sta bene”. Del resto era stato proprio Lerner, su Repubblica, a raccogliere lo sfogo di Rula che si sentiva censurata da Salvini per le polemiche sulla sua partecipazione a Sanremo. Il gioco di apprezzamenti in tv e sui social conferma che stiamo parlando di un personaggio politicamente schierato e che le polemiche sulla sua partecipazione a Sanremo erano tutt’altro che infondate.

 

 

 

Commenti

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  • maurizio pinna 14 gennaio 2020

    Il professore in bolscevismo ha citato il filosofo benzianio, ma tra i suoi ispiratori ci sono anche personaggi di maggior senso pratico, di cui tratteggio una valorosa impresa.
    Don Giuseppe Amateis era il parroco di un paese delle Valli Dio Lanzo, un territorio dove le bande partigiane, in particolare quelle di stretta obbedienza al PCI, non erano molto ben viste dalla popolazione locale per via degli espropri proletari che compivano ai danni dei contadini e per il fatto che con la loro guerra per bande provocavano i rastrellamenti e le rappresaglie dei Tedeschi e della GNR,e che comunque finivano per danneggiare i civili.
    Don Amateis, che era un ex cappellano militare, nelle omelie stigmatizzava una posizione ferma contro le attività sei partigian,i che egli accusava con grande chiarezza e coraggio di taglieggiare la popolazione, inoltre questa guerriglia non portava alcun vantaggio alla avanzata degli Angloamericani, in effetti le parole di Don Amateis erano corrette, non solo moralmente ma anche dal punto di vista militare ma non potevano essere lasciate passare impunite dai partigiani comunisti. E così la notte del 15 marzo 1944, un gruppo di partigiani comunisti i cui nomi non sono mai resi noti presero il parroco, lo trascinarono sul greto del torrente Tesso e lo massacrarono a colpi di ascia.

  • maurizio pinna 13 gennaio 2020

    Anche il benzinaio filosofo….mah. Comunque i due personaggi sono solo capaci di sfracellare cose e persone per poi ritirarsi nel loro benessere radical o nella loro spocchia saccente o in qualsiasi altra cosa li tenga insieme, addossando ad altri le colpe dei disastri lasciati in giro dai loro compagni

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