“In un anno a Poggioreale sequestrati 300 telefonini e 6 chili di droga”

venerdì 3 gennaio 18:40 - di Davide Ventola

“Anno nuovo vita nuova. Questo famoso detto non riguarda la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Qui, in perfetta continuità con il 2019, la Polizia Penitenziaria ha trovato altri cellulari. Solo ieri tre in una cella del Padiglione Milano e due nel Padiglione Avellino, in possesso della popolazione detenuta che oggi supera le 2100 unità. Tutti telefoni funzionanti e di micro-dimensioni”. E’ il commento di Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

“Il carcere è diventato una piazza di spaccio”

“Ormai gli Istituti Penitenziari sono divenuti piazze di spaccio e di traffici in mano alla criminalità organizzata. Lo ha riferito lo stesso Procuratore Capo di Napoli Melillo davanti alla Commissione Parlamentare Antimafia. Il sovraffollamento dei detenuti – prosegue – la costante carenza organica della Polizia Penitenziaria, la mancanza di idonei strumenti di controllo e di indagine, determinano un enorme flusso dall’esterno di sostanze stupefacenti ed oggetti non consentiti. Nel solo istituto di Poggioreale nel 2019 sono stati rinvenuti in totale circa 300 telefonini di vario genere e sequestrati circa sei chili di sostanze stupefacenti”.

La denuncia del Sappe su Poggioreale

“Le donne e gli uomini dei Baschi Blu di Poggioreale fanno quello che possono – aggiunge il sindacalista – come ieri. Operano tra mille difficoltà con circa 200 unità in meno nei diversi ruoli a fronte di 800 detenuti ben oltre la soglia di tollerabilità in una condizione di evidente illegalità nell’indifferenza continua delle Autorità preposte ai dovuti interventi. Il Sappe Campania si augura che il 2020 sia portatore di miglioramenti e soluzioni allo sfacelo del sistema penitenziario. Un grazie va ai colleghi che resistono in prima linea a garanzia dell’ordine e sicurezza”.

“Le nostre sollecitazioni di avere maggiori tutele in carcere a Poggioreale per garantire ordine e sicurezza continuano a rimanere inascoltate. Per fortuna – interviene il segretario generale Donato Capece – resta sempre alta la professionalità del nostro personale di polizia penitenziaria che nonostante lavori senza strumenti adeguati riesce sempre e comunque a compiere il proprio dovere in modo esemplare. Rinnoviamo alle Autorità nazionali e regionali dell’Amministrazione Penitenziaria l’appello a essere dotati di idonee strumentazioni per schermare le carceri all’uso di smartphone e telefoni cellulari”.

Commenti

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  • Ferdy 4 gennaio 2020

    Sappiamo bene che in Italia ci sono tanti vecchi insediamenti militari in isuso, questi locali, spesso anche molto grandi, con pochi accorgimenti potrebbero diventare nuovi carceri , si potrebbero impiegare nuovi baschi blù e controllare meglio il tutto. Si si…immagino…e le risorse per fare ciò? Ci sono tanti beni sequestrati alle mafie , un decreto ad hoc e far cassa. Semplice no ?

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