In ricordo di Alberto Giaquinto, assassinato 41 anni fa. Domani convegno al Cis di Roma

mercoledì 8 gennaio 15:00 - di Redazione
alberto giaquinto

Aveva 17 anni, Alberto Giaquinto, quando venne ucciso da un poliziotto in borghese. Stava partecipando alla commemorazione della strage di Acca Larenzia, avvenuta un anno prima. Era il 10 gennaio 1979 e “uccidere un fascista non era reato”, chiunque lo facesse. Così per lui, come per tanti altri giovani missini che pagarono con la vita la loro militanza, non ci fu giustizia. L’agente Alessio Speranza, quattro processi e quasi 10 anni dopo, ricevette sì una condanna, ma non per omicidio. “Eccesso colposo di legittima difesa”, sentenziò la Cassazione. Pena comminata: 6 mesi.

Il ricordo di Alberto Giaquinto al Cis di piazza Tuscolo

A 41 anni di distanza, il sacrificio di Alberto Giaquinto sarà ricordato, come ogni anno, alla sala convegni del Cis di piazza Tuscolo, a Roma, che proprio al giovane missino è intitolata. L’appuntamento è per giovedì 9 alle 18, per un incontro al quale parteciperanno il saggista Adalberto Baldoni, il senatore Domenico Gramazio e il giornalista Piergiorgio Francia. Interverranno, inoltre, Antonella Mattei, sorella di Virgilio e Stefano, e Francesca Mancia, sorella di Angelo.

La stagione dell’odio politico

L’incontro, dunque, sarà l’occasione per una riflessione sulla stagione di odio politico che insanguinò l’Italia e sulle responsabilità – istituzionali, culturali, politiche – che troppo spesso relegarono i morti missini a morte di serie B. Tra colpevole incapacità di rintracciare gli assassini e infami connivenze nel coprire quelli che erano stati identificati.

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