Il sessismo ossessiona il Pd. Vogliono censurare anche l’espressione “buon padre di famiglia”

martedì 7 gennaio 15:25 - di Redazione
sessismo

Il sessismo ossessiona il Pd, o meglio le donne del Pd. Lo dimostra l’ultima schermaglia innescata grazie alle fobie del politicamente corretto. Cos’è accaduto? Al consiglio comunale di Cesano Maderno (Monza) durante un dibattito interviene il consigliere leghista Luca Bonfanti. Costui ha l’ardire di dire una cosa ovvia, in un linguaggio ispirato al buon senso comune. E cioè che il Comune dev’essere guidato con la “diligenza del buon padre di famiglia”.

Tanto basta perché la collega del Pd, Sara Spadafora, tiri fuori l’accusa di sessismo. Un’accusa ridicola, e non solo in questo caso. Che ormai vale come arma di demonizzazione dell’avversario. Sara Spadafora dichiara su Fb che l’espressione le ha fatto “accapponare la pelle”. Addirittura. E che sarebbe un’espressione che deriva da un atteggiamento di sessismo perché “le donne non sarebbero all’altezza di rappresentare un modello di ragionevolezza”. Un frasario “obsoleto” a suo dire, uno stereotipo.

E il bello è che il Pd si indigna per una frase normalissima proprio mentre in Emilia Romagna la sinistra accusa la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni di essere un’incapace, una donna che sa solo “postare gattini e cagnolini” (così parlò Bonaccini) e una che non sa neanche da che parte è girata (così parlò Beppe Sala). Stereotipi a non finire dunque, ma usati contro un’esponente di centrodestra, quindi non utili a far accapponare la pelle delle neofemministe dem.

Luca Bonfanti ha replicato alla collega Spadafora osservando che l’espressione “buon padre di famiglia” è un canone del diritto privato e che è un preciso concetto giuridico: “Spadafora fa l’avvocato e non lo sa, questo sì che fa accapponare la pelle”.

Sara Spadafora comunque insiste nella sua protesta lessicale. E ci torna sopra sempre su Facebook. Ecco il post in cui rincara la dose e in cui, in sostanza, chiede che l’espressione “buon padre di famiglia” venga abolita. “Sono oggetto di forte polemica e di attacchi violenti alla mia persona e alla mia professionalità per avere lecitamente ed educatamente espresso sulla mia pagina personale fb il mio pensiero a proposito del persistente utilizzo dell’espressione “buon padre di famiglia””.

E aggiunge: “Il mio non è stato un attacco ad personam bensì una riflessione generale sul linguaggio pubblico ancora spesso contaminato da stereotipi di genere. Il fatto che quella terminologia, come peraltro tante altre, sia tutt’ora presente nel nostro Codice o nel linguaggio di uso comune non si significa che sia corretta e che così debba essere per sempre. La battaglia contro il perdurare di una certa terminologia sessista si combatte ad ogni livello e non è una lotta contro la sola forma ma è una battaglia di sostanza e continuerò insieme a molte altre donne a portarla avanti”.

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 8 gennaio 2020

    Questo e’ niente, aspettatevi maggiori evacuazioni celebrali da parte delle sinistre, colpa sempre quella velenosa cellula togliattiani che continua a circolare tra i gia’ distrutti cervelli.

  • Cristiani Riccardo 8 gennaio 2020

    Per una certa ideologia, sarebbe da eliminare anche l’eventuale espressione “…con la “diligenza di una buona famiglia” poichè anche quella (la famiglia) è costantemente sotto tiro per la sua eliminazione

  • mariella albertoni 8 gennaio 2020

    i comunisti piddiani hanno rotto le scatole e sarebbero da ricoverare tutti, nessuno escluso, in un reparto psichiatrico sotto TSO.

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