Il coronavirus fa paura: 56 morti e quasi 2000 contagiati in Cina. Due casi sospetti a Toronto e Vienna

domenica 26 gennaio 10:56 - di Mia Fenice
Coronavirus

Il coronavirus accelera il contagio. L’ultimo bollettino in Cina parla di 56 morti e di 1975 contagiati. Ci sarebbero 324 persone in condizioni critiche, rileva l’agenzia cine Xinhua. Solo nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 15 persone e  sono stati confermati almeno 688 nuovi casi. C’è una prima vittima a Shanghai e una delle maggiori piazze finanziarie mondiali trema per il possibile contagio con 40 casi accertati. Dopo Pechino, Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong hanno proclamato lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. Chiude Disneyland Hong Kong. Gli americani avviano l’evacuazione dei propri connazionali, la Peugeot quella del proprio staff.

Il coronavirus si allarga al resto del mondo

Il focolaio del virus si sta allargando anche oltre i confini della Repubblica Popolare, con 39 casi confermati finora. Tre sono infatti le persone infette in Malesia, Giappone e Francia, quattro in Australia, due negli Stati Uniti, in Vietnam e Thailandia, a Macao e in Corea del Sud, una invece a Singapore, Taiwan, Nepal e Hong Kong. A questi si aggiungono un nuovo caso in Canada e uno sospetto a Vienna. Un malato è sotto osservazione a Toronto.

C’è un caso sospetto di coronavirus a Vienna. Si tratta di un’assistente di volo cinese che il 24 gennaio è arrivata nella capitale austriaca e che nei giorni precedenti è stata a Wuhan. La donna si trova ora in isolamento nell’ospedale Kaiser Franz Josef dopo essere stata ricoverata ieri sera con sintomi influenzali. «Non possiamo escludere che si tratti di coronavirus», comunica il direttore medico degli ospedali viennesi Michael Binder in un comunicato stampa.

Coronavirus, in Cina divieto di commercio di animali selvatici

La Cina ha annunciato un divieto temporaneo al commercio di animali selvatici. L’allevamento, il trasporto o la vendita di tutte le specie di animali selvatici è vietato “dalla data dell’annuncio fino alla fine della situazione epidemica nazionale”, si legge in una direttiva congiunta di tre agenzie di alto livello, tra cui il ministero dell’Agricoltura.  La causa del virus è ancora sconosciuta ma il focolaio dell’epidemia è stato ricollegato al mercato del pesce della città di Wuhan. Secondo quanto è stato riferito in questi giorni il mercato di Wuhan avrebbe venduto anche animali selvatici.

La Cina negli ultimi giorni ha adottato misure estreme per arginare il diffondersi di un virus che ha già infettato quasi 2.000 persone e ne ha uccise 41 dalla sua prima apparizione in un mercato ittico di Wuhan, il 31 dicembre scorso. Il virus allarma il mondo intero perché potrebbe diffondersi anche attraverso persone senza sintomi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica inglese The Lancet. Per fare il punto della crisi, il presidente Xi ha riunito un comitato d’emergenza dei vertici del governo.

Cordone sanitario in 18 città

Il cordone sanitario, infatti, è stato esteso a 18 città nella provincia di Hubei. A livello nazionale sono scattate le procedure per identificare i casi sospetti su treni, autobus e aerei. Da lunedì, inoltre, scatterà la sospensione dei tour organizzati all’estero. Mentre il blocco per i tour interni è già in vigore. A Wuhan le strutture sanitarie sono vicine al collasso, tanto che proseguono senza sosta i lavori per realizzare un ospedale ex novo, il primo dedicato al coronavirus, entro il 3 febbraio. E le autorità hanno annunciato che ne verrà costruito un altro, con ancora più posti letto, sempre in tempi record. Nel frattempo, in città sono arrivati 450 medici militari per dare una mano al personale locale. Pechino invierà ulteriori 12 squadre di oltre 1.600 persone tra medici, infermieri e personale medico nelle aree colpite dal coronavirus nella provincia di Hubei

In Italia attenzione alta

L’attenzione resta alta anche in Italia, nonostante i due falsi allarmi a Parma e Bari. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha riunito a Roma i rappresentanti delle Regioni per fare il punto e coordinare la prevenzione.

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