Il fisco come il Grande Fratello: ora vuole sapere anche quando un negoziante va in ferie

sabato 11 gennaio 16:29 - di Redazione
fisco

Nuova stretta del fisco. Contro i liberi commercianti medi e piccoli, già strozzati dalle tasse. Adesso l’Agenzia delle entrate mette il naso anche sulle ferie e le malattie.

Il fisco controlla anche le ferie dei commercianti

Lo rivela il Giornale. Dopo l’obbligo dello scontrino telematico, ora lo Stato pretende di conoscere anche le chiusure settimanali e le ferie. Il commerciante deve comunicare obbligatoriamente al fisco quando vuole chiudere il negozio.  E se non lo fa, rischia una sanzione. Una multa – scrive il quotidiano – «che certifica la mancanza di libertà di un libero professionista. L’interruzione dell’attività dovrebbe essere decise in piena libertà dal commerciante. E invece il Leviatano vuole sapere tutto. Anche quando decidi di stare a casa perché malato». Con lo scontrino elettroniche le informazioni saranno trasmesse in real time all’Agenzia delle Entrate. Che dall’1 gennaio 2020 ha la possibilità di tenere traccia delle “abitudini” di ogni singolo esercente.

Registro elettronico, addio libera professione

«Già perché ogni santa sera», spiega il Giornale, il registratore di cassa telematico deve comunicare al Fisco quanto accaduto durante la giornata». Anche quando si è chiusi. Il registratore, infatti, alla prima trasmissione successiva deve inviare un unico file contenente la totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di interruzione dell’attività.

Il segnale è chiaro. Anche la libera professione diventa vittima del controllo dei burocrati di palazzo. In caso di mancato funzionamento del registratore il commerciante dovrà rivolgersi a un tecnico abilitato. Ovviamente a sue spese. Il quale provvederà all’annotazione dei dati dei corrispettivi su un apposito registro. Con il provvedimento il governo conta di incassare 1,2 miliardi di mancato gettito. «Tuttavia – conclude l’articolo – « non è ancora chiaro quando questa cifra entrerà nelle casse statali. Al momento, infatti, ci sono circa 1,6 milioni di apparecchi in circolazione. Ma solo poco più di mezzo milione sarebbe adatto alla trasmissione di scontrini elettronici. Ci sarebbero quindi circa un milione di registratori ancora da sostituire o adeguare».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • lucia 12 gennaio 2020

    scusate, e tuttociò che il fisco pretende dai commercianti: quando va in ferie, quando sta a casa per malattia, quello che è accaduto durante la giornata, non ricade sotto una DITTATURA?? Prepariamoci a qualcosa di devastante. Questo Governo deve assolutamente andarsene prima che accada l’irreparabile.

  • Vito Ignazio Fusaro 12 gennaio 2020

    Be, e già, un grande pregio quando il fisco no va a controllare quante volte va in bagno ogni contribuente in modo da tassare il surplus di utilizzare il gabinetto.

  • fazio 12 gennaio 2020

    in tempi non sospetti, circa 10 anni fa, avevo detto che un giorno ci avrebbero messo un contatore sul pene per contarci quanta pipì avremmo fatto per farci pagare una tassa sullo sciaquone. Ecco ci siamo arrivati Chi ve lo dice è un ex finanziere.

  • rino sk 12 gennaio 2020

    Il guaio e la colpa della destra, Berlusconi docet, è che anche quando la destra dovesse andare al governo, certe norme liberticide non verranno più cancellate. Staremo a vedere.

  • giovanni vuolo 11 gennaio 2020

    Siamo sulle soglie di un’opprimente totalitarismo. A mio sommesso avviso, l’abolizione della privacy e del segreto bancario, rappresentano alcune delle cause cardinali del baratro finanziario in cui ci siamo cacciato.

  • Emergenza Coronavirus

    In evidenza