Di Maio e Grillo dilettanti allo sbaraglio: tra i Cinquestelle è guerra a colpi di “vaffa”

venerdì 3 gennaio 15:59 - di Marzio Dalla Casta
Vaffa

Il partito del vaffa che rischia di estinguersi a raffiche di vaffa. Com’è spietata la politica. Specie verso chi la nega mentre pretende di farla. Come i Cinquestelle. Apposta ora pagano caro e amaro il conto dei loro inganni e dei loro tradimenti. Esistesse la possibilità di una class action nei loro confronti per aver spacciato merce che sapevano avariata e nociva, andrebbe intentata senza indugio. Oppure andrebbero denunciati per abuso della credulità popolare. Altra strada davvero non c’è per punire come meriterebbe questa masnada di imbonitori.

Con i “vaffa” non  si governa

Per anni Silvio Berlusconi è stato sbertucciato per il suo milione di nuovi posti di lavoro e per il suo «miracolo italiano». Ma, vivaddio, era un uomo arrivato sempre primo al traguardo. Non così i Cinquestelle, scaraventati sul grande proscenio politico nazionale da Beppe Grillo, un comico annoiato. E dal suo guru, il compianto Gianroberto Casaleggio. Il primo con l’invettiva fulminante, il secondo con la tecnologia. Se Lenin definiva il comunismo come «il soviet più l’elettrificazione», il poraccismo pentastellato è figlio del connubio tra web e rancore. Ne hanno accumulato talmente tanto che lo usano ancora. Ormai per combattersi, più che per combattere. Anche a colpi di vaffa.

Grillini prigionieri delle loro sciocchezze

Fatale quando si pretende di sedere in Parlamento restando però cittadini. O di ridurre il numero dei parlamentari con la speranza di tagliare la poltrona del vicino di scranno. Solo dei veri asini potevano pensare di realizzare tutte queste sciocchezze senza pagarne dazio. O, ancora, immaginare di trattare il varo di un governo (con Salvini o Zingaretti non importa) avendo mani e piedi legati dall’assurdo divieto di superare il doppio mandato elettorale. E se non sono asini, si tratta sicuramente di illusi. Già, perché in fondo la politica è sempre la stessa. Asseconda chi sa cavalcarla e disarciona chi le dà briglia sciolta. Un grande vaffa li seppellirà

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