Così assaltano la nostra economia con le manovre dei servizi segreti stranieri. Allarme dal Copasir

domenica 12 Gennaio 6:00 - di

E’ gravissimo. E il dato allarmante che emerge dalle varie Relazioni dei Servizi, nel capitolo intitolato «Minacce al Sistema Paese», riguarda il preoccupante fenomeno della «permeabilità di alcune aziende nazionali» di rilevanza strategica o ad alto contenuto tecnologico «rispetto a manovre esterne indirizzate ad acquisirne il controllo». In esse si denuncia costantemente come acquirenti stranieri, per impadronirsi di un’azienda, si avvalgono anche di «esautoramento o avvicendamento preordinato di manager e tecnici italiani», allo scopo di copiare tecnologie avanzate, obiettivo perseguito anche attraverso «ingerenze di carattere spionistico per l’acquisizione indebita di dati sensibili».

Ovviamente, con lauti affari. Unicredit vuole licenziare ottomila lavoratori (italiani)? Comunque distribuisce otto miliardi di euro di utili ai suoi soci (stranieri). Le informazioni ricevute da quelle che conoscevamo come barbe finte funzionano. A partire dai francesi.

Urso ne ha parlato al Copasir e il presidente Volpi, designato dalla Lega in sostituzione del neoministro Guerini, si è convinto ad agire. E per la prima volta si approfondirà proprio in quella sede il tema del rischio di scalate ostili dall’estero delle aziende strategiche dell’economia nazionale. Si parte dal settore più delicato, banche e assicurazioni. Le audizioni nella seconda metà gennaio: i vertici dell’intelligence e le autorità di vigilanza e controllo

Volpi mette al lavoro il Copasir

Il Copasir  dovrà verificare se il sospetto è fondato: ovvero se ci sono manovre di attori esteri – sospettati di operare in raccordo con i rispettivi apparati di intelligence – attivi nel perseguimento di strategie finalizzate ad occupare spazi crescenti di mercato. E questo attraverso pratiche scorrette, rapporti lobbistici, esautoramento o avvicendamento preordinato di manager e tecnici italiani, nonché ingerenze di carattere spionistico per l’acquisizione indebita di dati sensibili. 

Dopo l’allarme sull’espansione cinese nelle telecomunicazioni, dal Copasir può arrivare un altro contributo alla sicurezza dell’Italia. Poi toccherà al governo non ignorare più i rischi che corriamo e tutelare finalmente le nostre aziende più importanti. E’ decisivo per il sistema paese.

Commenti

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  • Alessandro Severini Perla 13 Gennaio 2020

    Questo aspetto dell’acquisizione di fette consistenti dell’Economia Italiana da parte di Imprese-Banche-Soc. Assicuratrici è sotto gli occhi di tutti e da molto tempo. Questo nel silenzio più assordante della classe politica che si è succeduta quanto meno dal giugno 1992 (incontro sul “Britannia” a largo di Civitavecchia). L’impressione che emerge è che pochi si siano accordati per “spolpare” l’industria Statale Italiana a costi bassi e passando sopra gli interessi generali della Nazione. Successivamente quando gli investitori stranieri si sono resi conto che era estremamente facile acquisire la “mercanzia” Italiana si sono rivolti anche alle industrie private. Non mi nascondo che in molti casi (di Aziende Private) c’è stato il problema della seconda generazione” ma in moltissimi altri casi c’è la certezza che quanto meno c’è stata la negligenza della nostra classe politica che non ha tutelato l’interesse nazionale. Parmalat ne è l’esempio più spettacolare. Fallita l’azienda di Tanzi la Soc. viene commissariata e RISANATA da un personaggio come il Dott. Bondi che riesce a recuperare soldi (facendo causa) a tutto quel sistema di Banche Internazionali che avevano usato Parmalat come bancomat, rimette la Soc. in piedi e in piena produzione seppur a costi rilevanti (perdite di soldi dei piccoli Azionisti) poi la cediamo alla LACTALIS (Soc. francese) che dopo pochi anni dall’acquisizione ha imposto un prezzo basso per il ritiro del latte dagli allevatori della pianura padana nel silenzio di tutti e mettendo in forte crisi un settore primario della nostra economia agricola. Bene quindi la decisione di Volpi (Copasir) che inizia a verificare e magari a imporre “recuperi” alla classe politica si Soc. e Aziende STRATEGICHE per l’Italia.

  • Menono Incariola 12 Gennaio 2020

    E sarebbe ora che i rappresentanti istituzionali, scoperti a “favorire terzi stranieri” non solo fossero additati al pubblico ludibrio, ma PERSEGUITI PER TRADIMENTO.

  • federico 12 Gennaio 2020

    Questo è il frutto del disastro fatto da alcuni celebrati, anzi celebratissimi supermanager italiani, negli anni 2000-2010 circa. I francesi sono più furbi, leggi Ghosn

  • Gianmarco Calderoni 12 Gennaio 2020

    Con Gentiloni e Sassoli in Europa siamo davvero in pericolo! Nessuno ci difende, anzi…

  • rino 12 Gennaio 2020

    Dalla caduta dell’impero romano, l’Italia è stata sempre venduta agli stranieri da governanti che l’hanno tradita e quelli odierni non fanno eccezione. Ormai i compagni, amici del popolo, hanno venduto anche le brache del popolo e, purtroppo per noi, venderanno anche quello che c’è sotto, mentre il Copasir perderà tempo a studiare, discutere e non fare nulla di concreto, gli stranieri come i francesi andranno avanti co idee molto chiare.

  • eddie.adofol 12 Gennaio 2020

    Questa purtroppo è la politica della sinistra anti italiana, dove preferisce assumere un AD straniero per dirigere un museo italiano. Tutto parte dal Quirinale e dal suo inquilino che comanda tutte le forze armate insieme al CSM, comincia a toglierli questa forza che la usa a suo piacimento e preferenza politica, il PdR deve essere eletto dal popolo e, non da parlamentari rozzi e ignoranti. RIVOLUZIONE – RIVOLUZIONE – RIVOLUZIONE. PRIMA GLI ITALIANI VERACI – poi i traditori eversivi di sinistra.

  • maurizio pinna 12 Gennaio 2020

    Eravamo agli inizi degli anni 90 quando mi capitò sul tavolo uno studio interessante che, a detta di un mio collaboratore , proveniva da un noto e importante politico , a cui spesso capitava di “pensare male”, secondo cui l’Europa terminava al confine svizzero-austriaco, a sud era Africa . In sintesi, l’Italia era a tutti gli effetti un Paese con tutti i principali indicatori africani. Presumo che tale studio non lo abbia letto solo io, sarà arrivato anche alla sinistra e della sinistra ai radical, ai professori, al clero di sinistra, per cui ecco l’ ideologia dell’ integrazione, camuffata con uno sterile e ipocrita buonismo dell’ accoglienza , ecco la graduale emarginazione economico-industriale. Perché darsi da fare, combattere per affermare, quando un bel letargo democristiano, un lasciarsi andare alle sirene europee potrebbe consentire di ottenere una sorta di reddito di cittadinanza strategico: noi dormiamo e gli altri fanno per noi. Solo che “quel noi”, nella terra dei lupi mannari è diventato vs di noi. Ancora un po’ e la cosa sarà irreversibile, se non lo è già. L’ hanno capito molte aziende che hanno fatto le valige, i giovani che non vogliono “morire africani”. Ormai non è più una semplice recessione intellettuale ma una vera e propria decadenza, di quelle cicliche, per intenderci come il medioevo. I migliori auguri al COPASIR, ma la vedo molto dura.