Coronavirus, 897 i casi confermati in Cina. Caso sospetto a Macerata. Scarseggiano le mascherine

venerdì 24 gennaio 18:55 - di Redazione
Coronavirus, cinesi in aeroporto si proteggono dal virus con le mascherine

Continua a salire vertiginosamente il numero delle persone contagiate in Cina dal nuovo coronavirus simile alla Sars.
Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ecdc, l’European Centre for Disease Prevention and Control, i casi confermati sono 897, con 26 morti.

Casi “importati'” vengono segnalati a Hong Kong, Macau, Taiwan, Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Usa, Singapore e Vietnam.
Ma l’allarme cresce di ora in ora: «E’ probabile un’ulteriore diffusione globale», ammettono gli esperti europei.

E in Italia?
Spengono l’allarmismo dallo Spallanzani, l’Istituto nazionale per le malattie infettive del Lazio. Che è stato individuato come la cabina di regia da cui gestire eventuali emergenze in maniera centralizzata.

Coronavirus, lo Spallanzani: rischio bassissimo

«Non c’è motivo di temere il contagio da nuovo coronavirus. La probabilità di trasmissione, infatti, è simile a quella di una normale influenza. E molto meno elevata del morbillo – tranquillizza Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma – Perché il virus si trasmetta è necessario un contatto a meno di un metro. Una stretta di mano. Uno scambio più prossimo».

Per Ippolito, i controlli realizzati in aeroporto sulle persone in arrivo dalle aree del contagio cinese sono efficaci.
«Il rischio che le persone che arrivano senza sintomi durante il volo siano contagiate è bassissimo, praticamente zero», minimizza.

E mentre rientra l’allarme per la paziente 40enne ricoverata in isolamento al Policlinico di Bari dopo essere tornata dalla Cina – si tratta di un batterio della polmonite e non di coronavirusun altro caso sospetto della malattia viene segnalato nelle Marche. E, più precisamente, a Macerata.

Sintomi del coronavirus a Macerata per una cinese

I medici dell’ospedale locale stanno lavorando sul caso di una donna di nazionalità cinese tornata, proprio di recente, dalla zona a rischio.
La cinese presentava, in effetti, i classici sintomi delle sindromi simil-influenzali. Ovvero febbre, tosse e mal di gola.​

Da Hong Kong al Giappone, le maschere per il viso e i disinfettanti per le mani stanno, intanto, diventando oggetti sempre più indispensabili. Ma anche sempre più introvabili. Mentre il nuovo coronavirus prende piede velocemente in tutta l’Asia.

Il materiale che potrebbe rallentare il contagio sta diventando sempre più difficile da reperire.

Razionate le mascherine a Macao, esaurite a Hong Kong

Le farmacie di tutta Hong Kong hanno esaurito le mascherine. Le autorità assicurano che nuove, massicce, scorte arriveranno la prossima settimana.
Taiwan ha bloccato l’esportazione di mascherine per almeno un mese. Per poter garantire la distribuzione interna. E fronteggiare così la diffusione del coronavirus.

A Macao, le autorità ne hanno limitato la vendita ad un massimo di 10 mascherine per residente o lavoratore ospite autorizzato. E previa presentazione di un documento d’identità.

Le autorità sanitarie hanno identificato, intanto, i pazienti colpiti dal coronavirus in diversi paesi dell’Asia. Tra i quali Singapore, Vietnam, Hong Kong, Macao, Giappone e Corea del Sud. Solo in Cina, il coronavirus ha ucciso 26 persone e infettato più di 800.

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