Bibbiano, Borgonzoni attacca: “Il Pd voleva sminuire fatti agghiaccianti, oggi c’è la conferma”

mercoledì 15 gennaio 18:54 - di Redazione

Bibbiano ancora al centro del dibattito politico. Interviene anche la leghista Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra per le regionali in Emilia Romagna.”Chi aveva il dovere di controllare e non lo ha fatto dovrebbe chiedere scusa. Da mesi invochiamo chiarezza, trasparenza, giustizia per bambini e famiglie. Dal Pd c’è stata colpevole leggerezza politica su fatti gravissimi, hanno derubricato a un raffreddore l’inchiesta di Bibbiano. Poche ore fa le indagini si sono chiuse con 108 capi di imputazione, 26 indagati, tra cui due sindaci ed ex sindaci che sono o erano del Pd. IL tutto tra intercettazioni agghiaccianti e accuse terribili da parte dei pm, che ringraziamo per il loro lavoro”. “Dopo il terribile caso Veleno non si sono messi in campo anticorpi, tanto che alcuni protagonisti di quella vicenda li ritroviamo nell’inchiesta Angeli e demoni. Noi vogliamo giustizia e verità per quanto accaduto e faremo massima chiarezza sul sistema degli affidi in regione” conclude.

Forza Italia: Bibbiano fa riflettere e inquieta

Poche ore fa era intervenuta anche Forza Italia. ”La chiusura delle indagini sui fatti di Bibbiano offre uno spaccato di presunzioni di reato che lascia sconcertati. I 108 capi di imputazione, infatti, non dimostrano alcuna colpevolezza ma certamente fanno riflettere e inquietano”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria. ”Fermo restando il principio secondo il quale è doverosa la presunzione di non colpevolezza sino a sentenza definitiva, ovviamente. Ma il legislatore non può non soffermarsi sull’ipotesi di un vero e proprio sistema criminale la cui intelaiatura prendeva corpo sulla vita di intere famiglie, e soprattutto su quella di bambini indifesi. Tutto è da monito per quei ritardi sulla tutela dei più deboli di cui la politica è responsabile”, conclude Calabria.

“Vergogna, volevano insabbiare Bibbiano”

Poche ore fa era intervenuto anche il leader della Lega. Per le vicende della Val d’Enza ci sono “26 indagati per 100 capi di imputazione, una vergogna mondiale che il Pd ha cercato di insabbiare. Io ci sarò, giovedì prossimo, a Bibbiano”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, da Bologna. Riguardo le motivazioni uscite ieri dalla Cassazione che ha stabilito che al sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, non doveva essere applicata la misura cautelare dei domiciliari e, poi, dell’obbligo di dimora, Salvini ha commentato. “Non mi sostituisco ai giudici ma Carletti, comunque, è ancora indagato.

Ci sono stralci degli atti in cui si parla di assistenti sociali che chiedevano di non dare i regali dei genitori ai bimbi e di gente che si vestiva da lupo mannaro per spaventarli. Qualcosa che neanche negli incubi di notte a uno verrebbe in mente”. “Da papà leggere alcuni atti è impressionante. E in questa vicenda c’è qualcuno che, se condannato, dovrà finire in galera e il Pd non lo può liquidare come un raffreddore o qualche errore tecnico, quando ci sono di mezzo i bimbi non ci sono raffreddori”. “Il sistema degli affidi in Val d’Enza – aggiunge – è marcio, corrotto e infame ed entra nelle case delle famiglie con l’inganno. Al di là dei processi e della galera, se qualcuno a sinistra l’ha definito un raffreddore, mi auguro che qualcuno chieda scusa”.

Commenti

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  • Cristiani Riccardo 16 gennaio 2020

    Allucinante. Confermando il garantismo in ordine alla giustizia, diventa lecito considerare come l’ideologia che avversa la famiglia e che non risparmia neppure l’innocenza dei bambini, provoca inquietudine nella normalità di una vita sociale civilmente progredita

  • federico 16 gennaio 2020

    L’onda lunga del ’68: la Comune, la famiglia “aperta”, insieme con il “tutto e subito”, cioè riempirsi le tasche

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