Arezzo, la banda degli albanesi ha smesso di terrorizzare la provincia: arrestati i capi, tutti clandestini

sabato 11 gennaio 18:39 - di Redazione
polizia arezzo

Gli albanesi hanno smesso di terrorizzare l’Aretino. La polizia di Arezzo ha smantellato una banda di albanesi dedita ai furti in abitazione e di auto. Gli agenti della squadra mobile hanno arrestato e condotto in carcere un 23enne albanese, irregolare, in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare emessa dalla Corte di Appello di Firenze. Nonostante la giovane età, ha già numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti.

Il clandestino arrestato ad Arezzo

Il clandestino 23enne preso in flagranza di reato il 27 novembre scorso dai poliziotti aretini insieme a un connazionale. Il reato era furto in abitazione e furto di auto, mentre un terzo complice era riuscito a far perdere le sue tracce. L’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti del 23enne disposta dopo le reiterate violazioni all’obbligo di firma. Inizialmente infatti aveva questo blando provvedimento in seguito all’arresto del novembre scorso. Durante questo periodo il giovane gli agenti hanno rintracciato e denunciato il giovane per altri furti e ricettazione. Nonché per violazione delle norme sull’immigrazione.

Inseguimento da film nelle vie della città

In occasione del primo arresto, il 23enne cadde tra le mani della polizia dopo un lungo inseguimento a bordo di un’auto rubata dopo essere fuggito, con due complici, da un’abitazione in Antria, alle porte di Arezzo. Qui la banda si era introdotta abusivamente al fine di utilizzarla come nascondiglio e al suo interno uscì fuori refurtiva compendio di reato. Uno dei complici, un 34enne albanese, è stato espulso dal territorio nazionale su provvedimento del questore di Arezzo, insieme al fratello, altro soggetto che orbitava attorno alle attività illecite della banda, fornendo assistenza. Con il provvedimento di custodia cautelare eseguito ieri, a finire dietro le sbarre è il componente della banda ritenuto maggiormente pericoloso. Proseguono le ricerche della polizia finalizzate all’individuazione di un ulteriore complice appartenente al sodalizio criminale, che aveva fatto perdere le sue tracce nei giorni successivi all’arresto dei primi due.

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