Anno Giudiziario, Il forzista Costa accusa: «Una circolare del Csm mi impedisce di intervenire»

venerdì 31 gennaio 18:29 - di Redazione
Csm

«Una circolare del Csm, restrittivamente interpretata, mi impedisce di svolgere un intervento – come tanti colleghi hanno fatto negli anni scorsi – all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario». Una vera e propria denuncia, quella di Enrico Costa, già ministro e ora parlamentare forzista impegnatissimo nel contrastare l’abolizione della prescrizione. Epicentro dell’«episodio che fa riflettere» e che «dimostra quanto pesante sia il clima che si respira in materia di giustizia» è Torino. Costa è piemontese e aveva comunicato la sua adesione alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario presso quella Corte d’Appello. In più, aveva richiesto al presidente di poter intervenire.

Il parlamentare voleva parlare a Torino

La risposta è affermativa. Dopo pochi giorni però arriva il contrordine.  Il presidente, «molto dispiaciuto», racconta Costa, fa riferimento ad una circolare del Csm che in pratica vieta di prendere la parole agli onorevoli. «Non è previsto alcun intervento di parlamentari delle due Camere del Parlamento», scrive infatti il presidente della Corte d’Appello. Che aggiunge: «Se ammettessi il suo intervento, ogni altro parlamentare potrebbe chiedere altrettanto e, pertanto, mi vedo costretto a non inserirla tra coloro che interverranno nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario».

«Dal Csm ritorsione per Davigo?»

A Costa non resta che prenderne atto. «Comprendo tutto e sicuramente sopravviverò anche senza potere intervenire…», ironizza amaro. «Ma chissà – insinua – se dietro il dietrofront nei miei riguardi c’è lo zampino di qualcuno che riveste ruoli di governo? A pensar male…». Nel mirino del parlamentare finisce anche l’organo di autogoverno dei giudici. «Gli stessi vertici del Csm che difendono, a mio giudizio giustamente il diritto del consigliere Davigo ad intervenire, cosa ne pensano?», chiede polemicamente. Quindi, la stoccata finale: «Le mie idee possono non essere condivise, ma la “censura” non e’ propriamente lo strumento più’ idoneo per controbattere». Costa ha annunciato di voler informare dell’accaduto il Presidente della Camera.

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