Spese pazze di Alitatalia a rischio default: in 2 anni si sono mangiati 900 milioni

domenica 29 dicembre 10:53 - di Ezio Miles

Uno dei misteri italiani è lo spaventoso buco di Alitalia. In due anni, tra il 2015 e il 2017, la compagnia s’è mangiata (letteralmente) 900 milioni. E già perché dai conti risultano due pranzi da 100mila euro. La magistratura vuole vederci chiaro. Saremmo vicini, come si legge su La Verità e su il Giornale ai mandati di comparizione.  Il principale capo d’imputazione sarebbe bancarotta fraudolenta

«L’indagine, coordinata dalle Procure di Civitavecchia e Roma, si è concentrata sulla gestione araba di Alitalia, dopo che – era il 2015 – Etihad era entrata nel capitale sociale con il 49%». Era stata proprio Etihad, tra le altre cose, ad «affittare il famoso “Air force Renzi” per 168 milioni di euro, e a sottoscrivere un’obbligazione da 200 milioni emessa proprio dalla società di Fiumicino».

«I giudici contestano per esempio le fatture emesse da Relais le Jardin, una delle ditte di catering più importanti di Roma». Basterà dire che   per una pausa caffè del Consiglio di amministrazione (16-17 maggio 2016) e uno spuntino, Alitalia avrebbe pagato qualcosa «come 1.537 euro. 1.900 euro, invece, per un “welcome coffee” in un famoso studio legale della Capitale. La media, per un pranzo leggero, era di 1.500 euro al giorno».

«Briciole se confrontate ai 72mila euro spesi da Alitalia per il catering per l’evento del 18 maggio 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica, a Roma. Solo per il cocktail pomeridiano furono necessari 25mila euro, a cui aggiungere una somma identica per “allestimento, materiali e servizio” e altri 3.800 euro per i “67 metri di barriera verde”. Sempre lo stesso giorno, decisamente più frugale (si fa per dire) il pranzo presso lo Spazio nazionale eventi: appena 27mila euro. Di cui 20mila per il “cocktail rinforzato”».

«In pratica, nel giro di 24 ore, Alitalia spese per due pranzi circa 100mila euro. E non solo. Da Relais le Jardin, tra il 2015 e il 2017 Alitalia comprava anche tutto il necessario per il rifornimento mensile delle cucine che, evidentemente, funzionavano poco considerato il ricorso a professionisti della ristorazione esterni. Ci sono varie fatture tra i 1.600 e i 2.400 euro per l’acquisto di cialde per il caffè (500 euro), miscele di tè, tisane e camomilla, succhi di frutta, acqua, bibite gassate, latte intero e scremato, biscotti al burro (quelli danesi nelle scatole di latta), sale, pepe, olio e aceto balsamico, posate e tovaglioli monouso».

Tutti in tavola, il default è servito.

 

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 3 gennaio 2020

    Cosa mi dite dei commissari ( tre ) che credo dovevano trovare una soluzione? Ahhh !! credo che l’abbiano trovata, si tratta di vaporose iniezioni di denaro per il loro inutile lavoro e credo si siano gia’ defilati verso le Bahamas. Dolorosamente, l’unica soluzione per l’AZ e’ quella di farla definitivamente fallire e mandare tutti a casa, NON IN CASSA INTEGRAZIONE PER CONTINUARE A RUBARE. Vendere il parco macchine e recuperare quel che si puo’, farsi dare da Renzi i 190.000.000 di euro per il suo inutile A340, togliersi dai marroni gli arabi e lasciare che gli italiani volino con le altre compagnie e principalmente i vari senatori e parlamentari si dovranno comperare il bel biglietto e non piu’ allo sconto del 40% ne volare gratis in prima classe. Questo sarebbe un buon e sano inizio. PROVATECI.

  • remo balestra 30 dicembre 2019

    dall’ era PRODIANA,CHE LA SINISTRA, tutta ha iniziato a distruggere un settore vitale ed importante per il paese,che di turismo sa vivere…dopo aver fagogitato la figlia creata per il trasporto nazionale ATI , preso atto che operava con molto profitto,dando un servizio eccellente, sicuro e responsabile, con dirigenti e personale altamente qualificato…(senza tessere sinistronze ).Nei governi passati fino ad oggi, si sono bene guardati di verificare le infinite ruberie…permettendo ad avere un AIRBUS RENZIANO, ennesima inculata al popolo …..aspettando gli e 20

  • Salvatore Martorana 30 dicembre 2019

    Se vogliamo seriamente salvare l’Italia, si devono aprire le porte delle patrie galere e mettere dentro questi bifolchi delinquenti per poi buttar e le chiavi; fin quando questo non si farà ognuno di questi farà le migliori ruberie che vi si aggradano!…..

  • Franco Traverso 30 dicembre 2019

    Ma se ne accorgono ssollo ora? Revisori dei conti non c’è n’erano?

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