Sondaggi, allo sbando il Pd e il M5S. Cresce ancora FdI. Tutti i dati partito per partito

giovedì 19 dicembre 15:40 - di Redazione
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Non schiodano dalle poltrone. Non possono farlo, pena la sconfitta e, per qualcuno, addirittura l’estinzione. I sondaggi in tal senso sono chiari e il quadro è ben definito. In base infatti all’ultima rilevazione di Emg Acqua per Agorà, il centrodestra unito balza al 48,5 per cento e nulla, in costanza di tendenza,gli vieta di sfondare la soglia del 50. Il resto, cioè l’attuale maggioranza di governo, arretra. E come se non bastasse, si trova ancora in ordine sparso.

I sondaggi sono stati diffusi da Agorà

Ma vediamo nel dettaglio le intenzioni di voto. Se si votasse oggi, il primo partito, seppur in calo rispetto alle ultime settimane, sarebbe la Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio, infatti, perde lo 0,8 per cento, attestandosi dal 32 pieno al 31,2. Il vantaggio sul secondo, cioè il Pd, resta tuttavia incolmabile. Il partito guidato da Nicola Zingaretti, è lontano oltre undici punti percentuali da quello di Salvini. Nei sondaggi Emg I dem guadagnano qualcosina, ma ancora non raggiungono il 20 per cento. Si fermano, infatti, al 19,6. Rosicchia decimali anche il M5S di Luigi Di Maio, sebbene resti in grave crisi. I grillini sono al 16,1 per cento. Prima erano al 15,7.

Il partito della Meloni consolida la doppia cifra (10,6%)

Non si arresta invece la crescita di Giorgia Meloni. Il partito di Fratelli d’Italia, anche nei sondaggi di questa settimana, guadagna due decimali e consolida la doppia cifra: 10,6 per cento. Stabile al 6,7 per cento Forza Italia di Silvio Berlusconi. Insieme, Lega, FdI e Fi, totalizzano appunto il 48,5 per cento. Facile prevedere che il tramestio della maggioranza intorno alla legge elettorale durerà ancora lungo. Chi, invece, non decolla è Italia Viva di Matteo Renzi, ormai ingessato nel suo 5 per cento. Alle sue spalle incalza Azione, la sigla di Carlo Calenda data al 2,3 cento. A seguire gli altri: La Sinistra al 2 per cento, PiùEuropa 1,9, Europa Verde all’1,6 e, infine, Cambiamo! di Giovanni Toti all’1.

 

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