Ruby ter, una delle olgettine minacciava Berlusconi: “Canto e mostro i video ai giornalisti”

lunedì 9 dicembre 14:21 - di Redazione

Barbara Guerra, una delle ragazze coinvolte nel processo Ruby ter, che viveva in una villa acquistata a Bernareggio da Silvio Berlusconi, era pronta a “parlare”. Minacciava il leader di Forza Italia. Se non avesse continuato a pagarla, avrebbe “cantato”. «Minacciava di voler andare da un giornalista affamato di notizie e diceva “Vado a mostrare i video”. Io non li ho mai visti, posso supporre che riguardassero immagini casalinghe di Berlusconi», racconta in aula a Milano l’architetto e mediatore immobiliare Ivo Maria Redaelli, che si occupava di alcune residenze date in comodato d’uso ad ex olgettine.

Ruby ter: Barbara Guerra stava in una villa da 850mila euro

La Guerra non aveva un regolare contratto per restare nella villa da 850mila euro, anche le spese delle utenze non erano a sue spese, e lo scandalo sulle cene eleganti le avevano causano “più di uno sbalzo di umore. Dalla gratitudine per Berlusconi passava a scenate da pazza, andava in escandescenza. Se ne ho parlato con il presidente? Certo. Lui disse: “Queste ragazze per causa mia non hanno più lavoro”. E sperava che dandogli una permanenza magari trovassero un fidanzato o una vita normale'”, aggiunge il testimone.

Ma non c’era solo Barbara Guerra. Anche Alessandra Sorcinelli, una delle giovani ospiti alle “cene eleganti” di Arcore, andò a vivere “in comodato d’uso” in una villa e senza nemmeno “pagare le utenze”. La Sorcinelli e la Guerra vivevano in una due ville realizzate dall’archistar Mario Botta a Bernareggio, nel Monzese, comprate dal leader di FI “per circa 800mila euro l’una, per un totale di 1,6 milioni”.

L’architetto Redaelli ha illustrato in questi termini la situazione. «Da un parte c’era una persona che stimo, Berlusconi, dall’altra queste persone che facevano scene da pazze per qualsiasi cosa, forse perché non avevano più un lavoro, avevano sbalzi d’umore». Ha aggiunto, inoltre, che fu proprio lui a proporre per loro la formula del comodato d’uso «per regolarizzare e dare forma giuridica» alla presenza delle due donne nelle ville.

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