Repubblica ordina la carica. Boldrini, Boschi e compagni contro il Secolo d’Italia

sabato 28 dicembre 6:00 - di Francesco Storace

Un tempo c’era una pubblicità bellissima: Repubblica sveglia l’Italia. Adesso dormono, ronfano, e poi cascano dal letto. Si feriscono, e doloranti gridano al pericolo fascista. Eppure basterebbe un farmaco per sentirsi meglio. Preferiscono strillare per sentirsi utili.

Il caso Berizzi è da studio della psiche. Ogni giorno questo giornalista di Repubblica fatica a cercare qualcosa da scrivere contro l’uomo nero ma al massimo trova un bagnino a Chioggia. Poi annuncia una rubrica antifascista, antisessista, antirazzista, antitutto, ma dimentica di commentare tutte le violenze, tutte le minacce. Imbocca solo le strade a senso unico. E si lamenta se glielo si fa notare.

Le fotografie che Repubblica ha dimenticato

Repubblica è il giornale che esalta le sardine che negano il diritto di farsi ascoltare per chi sta a destra. In effetti, non ricordiamo indignazione del quotidiano preferito dai compagni di lotta e di governo, per la foto di Salvini rilanciata in migliaia di post bendato davanti ad una bandiera brigatista. Sapete quanto è “piaciuta” la Meloni a testa in giù? Il post di una compagna assessore ha avuto su Facebook quasi dodicimila “like”, quattromila commenti, dodicimila condivisioni. Ma contro questa fabbrica dell’odio non ha scritto Paolo Berizzi. E nessuno del suo giornale.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 4 gennaio 2020

    Come puo’ una rispettabile testata di gioirnale cadere cosi’ in basso….??? Dovrebbe esserci un direttore che bacchetti i suoi dipendenti quando costoro orinano fuori del vaso, nella fattispecie del Berizzi che starnazza a destra e a manca sentenze che hanno del delirio o di una notte passata sotto un’incubo incombente che gli ha devastato il cervello. Sarebbe il caso che questi commenti, anche a monte del mio, possano essere trasmessi al direttore della REPUBBLICA, il quale credo non legga nemmeno quello che i suoi dipendenti scrivono. Per semplice correttezza verso una testata di giornale che sicuramente viene anche letta in altri Paesi ( da chi conosce l’italiano) evitando le brutte figure che stanno facendo come giornalisti italiani. Forse a costoro non farebbe ne caldo ne freddo tanto e’ profonda la lesione celebrale che il virus di togliatti ha lasciato nei loro poveri cervelli molti dei quali riciclati dall’Unita’. Egoisticamente, mi auguro che continuino su questa strada, perche’ aiuteranno la nostra lotta verso la correttezza, la coerenza e la giustizia. Buon lavoro.

  • Alan 30 dicembre 2019

    Non è nuova questa strategia, io l’ho subita in maniera ben più violenta e lo sanno quanti negli anni 70 facevano politica.
    Ma lo sanno i compagni che essere messi a testa in giù per noi è un onore?
    Sopratutto i compagni lo conoscono il pensiero fascista?
    Vi sfido a non dichiarare il vostro pensiero ed a proporre con meno enfasi il manifesto di San Sepolcro, sarete considerati di sinistra. A me è successo.
    Auguri

  • Carlo Cervini 30 dicembre 2019

    La Repubblica è la nuova Unità dell’ex PC, morta per finta…………..non è cambiato niente, anzi la metastasi si è espansa fino a conquistare tutti i gangli vitali del Paese e dei media………….bisogna combattere senza quartiere ne paura, ne va della libertà di ciascuno di noi. Forza Giorgia e colpisci duro !

  • Sergio Milini 28 dicembre 2019

    Ormai si stanno parlando e pure scrivendo addosso
    dopo il ventisei gennaio spero si renderanno conto di aver superato il punto di non ritorno

  • MARIA ANGELA 28 dicembre 2019

    La Sinistra è meglio che faccia un esame di coscienza (se ce l’ha) non si rende conto che ogni giorno, da quando è nata, ormai quasi un secolo, non fa altro che fomentare odio, calunnia e diffamazione per colpire l’avversario. D’altronde l’ignoranza ha solo questi argomenti!!!

  • Fab PITTANA 28 dicembre 2019

    …….Amici,…..non si son dati piu’ pace dopo il parricidio…………!…..quel Sant Uomo…presto sugli altari……!…….amen….!

  • Nino 28 dicembre 2019

    La stranezza è che questi radical chic e loro portatori d’acqua attribuiscono alla destra comportamenti improntati all’odio. Non si rendono conto (sarà un problema di salute mentale ?) che i loro atteggiamenti e comportamenti vari trasudano tanto odio!!!!

  • maurizio pinna 28 dicembre 2019

    Il primo ad entrare in azione fu l’ Espresso, l’Ikra bolscevico, con la balla del golpe del Presidente Segni, un mansueto, dipinto come un pericoloso golpista, ideatore di un fantomatico piano “solo”, in cui i Carabinieri si sarebbero dovuti impossessare del POTERE “mussoliniano”. Segni non resse al martellamento sovietico , gli venne un ictus e poi morì. Sull’ Arma , proditoriamente attaccata, arrivò il primo fango della Res Publica. E’ da lì che partì la strategia della tensione, il poi sono balle. Certamente se tu metti uno dentro e fuori dalle galere, e non è eroico di suo, pur di stare un po’ in pace ti racconta di tutto e ti colpevolizza tutti, ma sono i metodi della GESTAPO, quelli sì. Poi arrivò la Pravda italiana e ce ne fu per tutti, purchè non appartenessero al rosso mucchio selvaggio, eterno battitore libero. Un florilegio: dai terroristi “vittime” dei servizi deviati, dai criminali dei gruppi di fuoco definiti “compagni che sbagliano”, all’ epopea di Mani pulite, passando per Berlusconi e finendo alla Meloni e a Salvini. Il tutto sullo sfondo di Piazzale Loreto, di una Destra che loro considerano da sempre illegale perché non può non essere fascista e di un avversario politico definito comunque il nemico da abbattere. I soccorritori di turno: nostra signora protettrice dei marxisti allo sciampagnino e monna lessico in arte “la pasionaria”.

  • Gianboldo 28 dicembre 2019

    Grande Direttore.

  • alberti daniele 28 dicembre 2019

    w Storax, forza Meloni , dai che liberiamo l’emilia-romagna
    denny il nero

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