Regionali, da FdI pieno appoggio a Zaia: “Ha ben governato il Veneto. Su di lui nessun dubbio”

venerdì 13 dicembre 17:44 - di Luciana Delli Colli
zaia

Pieno appoggio di Fratelli d’Italia alla ricandidatura di Luca Zaia in Veneto. “È un governatore uscente” e che “ha ben lavorato”, ha ricordato Giorgia Meloni, sottolineando che dà “per scontato” il fatto che l’esponente leghista si ricandidi, sebbene lui non abbia ancora sciolto la riserva.

Meloni: “Sono molto ottimista sui risultati di FdI”

“Sì, è chiaro, è un governatore uscente“, ha risposto Meloni al cronista del Gazzettino, che l’ha intervista e le ha chiesto se per le regionali del prossimo anno in Veneto si puntasse ancora sul governatore leghista. E, anche se Zaia non ha ancora sciolto la riserva su una sua nuova candidatura, “io lo do per scontato”, ha chiarito Meloni. “È un governatore che ha ben lavorato. In un’ottica di centrodestra unito, su cui abbiamo cominciato a ragionare la settimana scorsa, non ci sarebbe da parte nostra ragione di discuterlo”, ha sottolineato la leader di FdI, ribadendo che ci sarà un “centrodestra compatto, qui come in tutto il territorio nazionale”. “Sono molto ottimista sui risultati, anche per FdI e anche in Veneto, una regione importante su cui abbiamo investito molto. Siamo già in campagna elettorale perché siamo partiti con grande anticipo. Penso – ha concluso Meloni – che non ci sarà grande suspense”.

Ciriani: “Su Zaia nessun dubbio”

Una posizione, quella di Meloni, su cui tutto il partito è compatto. “Su Luca Zaia nessun dubbio: ha governato e governa bene, la sua ricandidatura mi pare scontata”, ha detto anche il presidente dei senatori FdI Luca Ciriani, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos. Ciriani si è soffermato anche sulla battaglia sulle autonomie, o regionalismo differenziato, portata avanti da Zaia con le altre regioni e nel confronto con il governo. “Il principio dell’autonomia – ha detto – è giusto, è molto sentito. Noi siamo convinti che uno Stato centrale forte e l’autonomia possano convivere, ma facendo attenzione a non far venir meno il livello delle prestazioni essenziali nelle diverse realtà del Paese”. “Insomma – ha concluso il capogruppo di FdI al Senato – la questione è seria e ci vorrà uno studio attento delle carte dopo che per troppo tempo i parlamentari hanno solo sentito parlare di bozze e di memorandum più o meno articolati”.

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