Prescrizione, Renzi si sfila e minaccia: «Pronti a votare la proposta di Forza Italia»

mercoledì 4 dicembre 13:05 - di Michele Pezza
prescrizione

Sono tanti i fronti aperti: prescrizione, fondo salva-Stati, manovra economica. Troppi davvero. Da mandare in tilt qualsiasi governo. Figurarsi il Conte-bis, che ha ossa gracili e bicipiti da lattante. La maggioranza litiga su tutto. E  quando non litiga è solo perché la materia del contendere sta su un binario morto. Ormai non c’è giorno senza minacce, aut-aut e ultimatum. Leggere, per conferma, l’intervista odierna di Renzi al Messaggero sul nodo prescrizione: «Se non ci sarà accordo voteremo il ddl di Enrico Costa, persona saggia e già viceministro alla Giustizia del mio governo. Bonafede può cambiare la sua legge, ma non può pretendere di cambiare le nostre idee».

Di Maio insiste: «La riforma della prescrizione è la nostra bandiera»

La vicenda è nota: il Conte-uno aveva condizionato l’abolizione di fatto della prescrizione, pronta ad entrare in vigore dal prossimo 1° gennaio, alla riforma organica del processo penale. Il Conte-bis ha invece rinnegato il simul stabunt e pretende che quella data resti anche senza l’intervenuta riforma. Il Pd mugugna, ma non decide. Renzi ne ha approfittato per una sua  incursione nei temi cari al centrodestra. Ma il congelamento della prescrizione è l’ultima bandiera grillina rimasta a sventolare. Ad ammainarla, Di Maio, non ci pensa neppure. «La nostra riforma dal 1° gennaio diventa legge, su questo non discutiamo», avverte dai microfoni di Radio Rai. «Se poi il Pd – aggiunge il capo politico del M5S – vuole votare una legge con Salvini e Berlusconi per far ritornare la prescrizione come era ideata da Berlusconi, sarà un Nazareno 2.0, ma non credo avverrà».

Conte: «Troveremo una soluzione equa»

In mezzo, sempre più spaesato, Giuseppe Conte. Il premier prova ad assestare un colpo al cerchio («la prescrizione col primo grado di giudizio è una soluzione assolutamente sostenibile) e un altro alla botte («ma sicuramente va corredata con misure di garanzia che assicurino la ragionevole durata del processo». E assicura: «Ci stiamo già lavorando». In realtà, il suo obiettivo è far ingoiare al Pd il termine del 1° gennaio forte del fatto che in concreto il congelamento della prescrizione non diventerà operativa prima di due anni. «Avremo tutto il tempo per elaborare misure a favore di un sistema equilibrato», ha assicurato il premier. Forse non aveva ancora letto Renzi sul Messaggero.

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