Polveriera M5S: cresce il numero dei senatori pronti ad andarsene. Si apre il processo a Di Maio

venerdì 13 dicembre 13:14 - di Redazione
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Non c’è solo il passaggio con la Lega dei senatori Ugo Grassi, Francesco Urraro e Stefano Lucidi, che – sostengono – prelude ad altre defezioni. A rendere il M5S una polveriera c’è anche la partita del “Team Futuro”, quella sorta di segreteria che dovrà affiancare Luigi Di Maio nella guida del partito e per la quale è partita la votazione su Rousseau. Anche la riorganizzazione interna, infatti, agita vertici e base del movimento, alle prese con polemiche, faide, spaccature e, appunto, defezioni.

La lunga mano di Casaleggio

Per quanto riguarda l’allestimento del “Team Futuro” stato il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo a puntare il dito contro la scelta dei 6 facilitatori. A indicarli è stato direttamente Di Maio e saranno soggetti a un mero voto di ratifica. “Io dico no alle liste bloccate”, ha detto, dando voce a un malumore che serpeggia anche tra i parlamentari nazionali del M5S. Tre le scelte indigeribili figura, per esempio, quella di Enrica Sabatini, collaboratrice strettissima di Davide Casaleggio e membro dell’Associazione Rousseau, inserita nella squadra che dovrebbe “facilitare” la vita politica del Movimento. In particolare, l’ex consigliera comunale pescarese dovrebbe occuparsi dell’area “Coordinamento e affari interni”. “Praticamente gestirebbe tutto lei”, ha sottolineato un parlamentare rimasto anonimo, ma descritto come “non etichettabile come dissidente” dall’Adnkronos che ne ha raccolto la testimonianza.

Trenta: “Io esclusa per le trame dei poteri forti”

Nel team ristretto compare anche un altro volto di Rousseau: Barbara Floridia, referente E-Learning della piattaforma grillina. Ci sono poi Danilo Toninelli, Emilio Carelli, Ignazio Corrao e Paola Taverna. Quest’ultima è a sua volta oggetto di polemiche: l’incarico si sommerebbe a quello, istituzionale, di vicepresidente del Senato. Fa discutere, poi, l’esclusione dalle candidature dell’ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

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