Offese, pugni alla schiena, sigarette spente sul collo del compagno di scuola. La classe denuncia i 2 bulli

lunedì 30 dicembre 16:45 - di Redazione
Bullismo foto Ansa

Bulli a scuola, ultimo atto. Ennesima vittima. In questo caso accade tutto a Perugia, dove due 16enni avevano preso di mira un compagno di classe, sottoponendolo a «sistematiche violenze psicologiche e fisiche» con offese. Ingiurie. Percosse. Pugni alla schiena. Fino ad arrivare a spegnere sigarette sul collo del giovane. Due minorenni sono stati arrestati, nei giorni scorsi, dalla squadra mobile di Perugia. L’accusa è «gravi atti di bullismo» ai danni di uno loro coetaneo.

Bulli a scuola, l’ultima vittima di 2 aguzzini a Perugia

La vita del povero ragazzo, come ricostruito dalla polizia, «era stata trasformata in un vero e proprio incubo». Aveva dovuto cambiare ogni abitudine. E non era più libero neppure di muoversi tra gli stessi padiglioni della scuola. Addirittura il ragazzo preso di mira dai due bulli evitava persino di andare in bagno per il terrore di incontrare i suoi aguzzini. Gli attacchi avvenivano sia dentro, sia fuori la scuola di Perugia. Ma a mettere fine alla situazione ha contribuito la reazione dei compagni di classe della vittima che, tutti insieme, hanno sottoscritto un esposto in cui veniva segnalata la situazione del loro compagno di studi. Inviandolo alla Direzione Scolastica che ha trasmesso tutto alla Questura di Perugia.

I due bulli vessavano pesantemente il compagno

Gli investigatori della squadra mobile di Perugia, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell’Umbria, hanno così avviato le ricerche. E come fa sapere la polizia, è emerso «un inquietante quadro di protratte condotte vessatorie». Tanto che nei confronti dei due minori è stata disposta dal gip del Tribunale per i Minorenni di Perugia la misura cautelare restrittiva del collocamento in una comunità. 

Uno dei due era stato già arrestato pochi giorni prima

Uno dei due, peraltro, era stato già arrestato dalla squadra mobile di Perugia, pochi giorni prima, in esecuzione di una distinta ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni dell’Umbria su richiesta della procura minorile. Il motivo? Era ritenuto «gravemente indiziato di avere assoggettato altri ragazzi a plurimi episodi di rapine e tentate estorsioni».

Commenti

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  • Filippo Cabassa 31 dicembre 2019

    Sarebbe interessante conoscere l’etnia di questi due giovani mostri

  • Emergenza Coronavirus

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