Nei municipi romani grillini nel caos. E a Monte Mario no alla Raggi sulla discarica di Tragliatella

giovedì 19 dicembre 11:26 - di Alberto Mariani

Quello che succede a Roma nel Movimento Cinque Stelle ha davvero dell’incredibile. Che ci fosse grossa difficoltà da parte della Sindaca e dei suoi fedelissimi a tenere uniti i pezzi grillini non è un mistero saperlo ed è emerso sin da inizio consiliatura.

Praticamente da quando Virginia Raggi è in Campidoglio, ogni mese qualche consigliere si é sfilato o qualche assessore torna a casa. Sono già andate a rotoli nell’ordine le giunte del VIII, del III e del Municipio XI. Altre continuano a scricchiolare pericolosamente, come nel caso del Municipio XIV, proprio nel territorio dove risiede la Sindaca.

A Monte Mario passa una valanga di ordini del giorno dell’opposizione

Infatti a Monte Mario, circa tre settimane fa, la Maggioranza grillina guidata dal minisindaco Alfredo Campagna, è andata sotto su 20 ordini del giorno presentati dall’Opposizione durante il Consiglio sul Bilancio. Quanto successo ha rappresentato un unicum nella storia dei Municipi. Un primato che ha provocato forte imbarazzo tra le fila grilline. E che ora è messo in discussione da un’altra vicenda paradossale capitata nella giornata appena trascorsa.

Grillini in imbarazzo per la discarica a Tragliatella

Nella tarda mattinata di ieri, durante il Consiglio del Municipio XIV, è stata presentata una mozione dal Movimento Cinque Stelle che, tra i vari punti, impegnava la Sindaca a scongiurare l’apertura di una nuova discarica nelle cave di Tragliatella. Il paradosso sta nel fatto che quasi simultaneamente in Campidoglio si è tenuto un incontro tra Regione e Comune sul medesimo tema, dove a conclusione è emerso l’esatto contrario di quanto sostenuto dai grillini e dal Presidente del Municipio XIV. Tra le cosiddette “aree bianche”, individuate per l’apertura di una discarica, ha trovato un primo parere favorevole di Comune e Regione proprio quella di Tragliatella.

La vicenda dai contorni tragicomici rappresenta un esempio plastico di come la banda Raggi ha amministrato fino ad oggi la città di Roma. Nel migliore dei casi nel totale immobilismo, nel peggiore senza che la mano destra sapesse cosa stesse facendo la sinistra.

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