‘Ndrangheta, blitz in Umbria. Ferro e Prisco: “Duro colpo agli affari delle cosche”

venerdì 13 dicembre 11:50 - di Redazione
Umbria

Cosche colpite al cuore: nei loro interessi economici. Sono penetrate nel tessuto economico dell’Umbria e gestivano i loro affari esattamente come nei loro territori storicamente controllati a Catanzaro e Reggio Calabria. In questo modo le cosche della ‘Ndrangheta hanno messo le mani nel sistema economico della regione. E’ quanto emerge da un’indagine della Polizia che ha portato gli agenti ad eseguire decine di arresti e sequestri per diversi milioni di euro sia in Calabria che in Umbria.

Il segretario della Commissione parlamentare antimafia on. Wanda Ferro e il deputato Emanuele Prisco, di Fratelli d’Italia, esultano. Rivolgono le proprie congratulazioni ai magistrati delle Procure distrettuali antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria. Guidate rispettivamente da Nicola Gratteri e Giovanni Bombardieri. E agli investigatori della Polizia di Stato. L’esito delle operazioni “Infection” e “Core Business” hanno svelato gli interessi delle cosche di ‘ndrangheta in Umbria. Una piaga che da anni deturpa il tessuto sociale ed economico della regione.

Cosche colpite nel loro patrimonio

“Le indagini  – commentano i parlamentari di Fratelli d’Italia – hanno consentito di colpire le organizzazioni criminali che avevano ormai da anni infiltrato il tessuto economico e sociale dell’Umbria. Le indagini hanno colpito in maniera determinata anche i patrimoni illecitamente accumulati. Sottrarre alle cosche le loro ricchezze è infatti la nuova frontiera del contrasto alla ‘ndrangheta. Sempre più capace di inquinare l’economia legale, attraverso il riciclaggio e l’investimento nel mercato immobiliare e  il traffico di droga”.

L’inchiesta ha dimostrato la capacità di coordinamento tra le due procure distrettuali antimafia. Il blitz “ha consentito di frenare questa espansione, colpendo soprattutto la potenza economica delle cosche, che si dimostra ancora una volta più importante della loro forza militare. Ma nessuna opera di repressione potrà essere determinante. Se a questa non si accompagnerà la capacità dell’intera società civile di assumere una nuova consapevolezza. Opponendosi, nelle scelte di ogni giorno, alle logiche e agli interessi delle organizzazioni mafiose”.

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