Meloni: «La Corte dei Conti ci dà ragione. Niente scuse. Le concessioni ad Autostrade vanno riviste»

venerdì 27 dicembre 15:18 - di Redazione
autostrade

«Concessioni autostradali (e non solo). La Corte dei Conti conferma quella che è sempre stata l’interpretazione di Fratelli d’Italia». Così Giorgia Meloni su Facebook a proposito del verdetto dei giudici contabili. Che smontano le richieste di indennizzo di Autostrade per l’Italia in caso di rescissione della convenzione con Anas.

Autostrade, Meloni: azzerare e riscrivere le concessioni

«Le clausole che prevedono l’indennizzo all’esercente sono nulle», scrive la leader di Fratelli d’Italia. «Perché chiaramente in violazione con i principi del diritto civile. La Corte dei Conti ricorda che il codice civile “dispone la nullità di patti che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore. Per dolo o colpa grave”». Niente più scuse –  conclude Meloni –  vanno riviste tutte le concessioni autostradali e aeroportuali. Per assicurare che sia garantita la tutela dell’interesse nazionale».

La relazione della Corte dei Conti

L’esosa richiesta di 23 miliardi da parte di Autostrade per l’Italia, in caso di rescissione della convenzione, non ha basi legali. È la conclusione della relazione della Corte dei Conti in merito alla gestione di circa 3.000 chilometri di strade a pagamento. Per la Corte è necessario trovare un «equilibrio tra remunerazione del capitale e tutela degli interessi pubblici e dei consumatori. Attuando i principi di concorrenza ed efficienza gestionale».

Nell’indagine si passano in rassegna gli aspetti economici e  legali dei contratti con cui lo Stato (proprietario della rete autostrade) affida a società private la gestione di infrastrutture. Come le autostrade. E consente alle imprese di ripagarsi con i pedaggi. La concessione è un contratto di affitto. Che prevede oneri e diritti per i due contraenti. E prevede anche la possibilità che il contratto venga interrotto anzitempo in caso di violazione da parte di uno dei due contraenti.

Di queste convenzioni il governo italiano ne ha firmate 25 con 22 società. Per ogni tratta autostradale, grande o piccola che sia, viene firmata una apposita concessione. Si definiscono così i lavori da fare all’infrastruttura, il sistema dei pedaggi. Le sanzioni e il meccanismo per l’eventuale risoluzione del contratto.

Sotto i riflettori la volontà del governo di risolvere la concessione firmata con Autostrade per l’Italia, la società del gruppo Benetton, per la responsabilità del crollo del ponte Morandi. Già all’epoca della tragedia Fratelli d’Italia aveva denunciato i “contratti capestro” delle attuali concessioni pubbliche delle autostrade e degli aeroporti. «Una vergogna indegna di una nazione civile alla quale bisogna mettere rimedio al più presto».

Commenti

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  • Papy 28 dicembre 2019

    Se non sbaglio i primi a parlare non solo di revisione ma addirittura di ritorno delle autostrade allo stato, furono i grillini … E continuano a ripeterlo ancora prima che lo dicesse la corte dei conti… Peccato che Salvini ha tentennato… questo vi fa fatica scriverlo?., Ora vedremo come voterà Meloni e Company

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