Mattarella parla agli italiani. Il sonno, il sogno, il risveglio

martedì 31 dicembre 20:29 - di Francesco Storace
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella foto Ansa

Incredibile Mattarella, e chi se l’aspettava.

Il suo discorso di questa sera ha mandato di traverso la fine d’anno ai vecchi politicanti, ai signori della poltrona e soprattutto a Conte e compagnia.

”Non è un regalo”, ha detto il Presidente con la consueta sobrietà, ma “un diritto che è del popolo”. Non credevamo alle nostre orecchie  quando ha pronunciato la data del 23 febbraio: si va alle elezioni anticipate. “Troppa inesperienza nuoce alle istituzioni”, ha aggiunto Mattarella con solennità.

Mattarella sembrava Cossiga

Di più: con straordinaria umiltà il capo dello Stato è sembra voler trasmettere un messaggio di scuse in diretta televisiva ai cittadini italiani. “Vi garantisco che non ho più alcuna intenzione di seguire i consigli interessati di chi pensa solo ai propri privilegi. E la parte finale del mio mandato non avrà altro orizzonte che non sia quello dei diritti delle persone normali”. Cossiga 2, la vendetta.

Dal Colle un uomo nuovo, con la stessa pacatezza, con l’identico stile di una vita, ma con novità assolutamente evidenti nel linguaggio e nel pensiero.

”Gli operai di Taranto non possono essere abbandonati alla deriva”. “I clandestini non possono invadere l’Italia”. “Le tasse sono troppo alte”.

La fine del governo

E’ la fine del governo. È la supremazia della volontà popolare che si fa strada. Poi, il colpo di scena finale. “Si parla molto della successione alla presidenza della Repubblica. Ma voglio essere più chiaro che mai. Non intendo essere rieletto dal Parlamento, a cui semmai chiedo di approvare in tempi rapidissimi una legge costituzionale per l’elezione diretta del capo dello Stato. Ma nel caso sarete voi – col vostro consenso – a decidere se io debba servire ancora la Patria da questa postazione”.

Inevitabile, alla fine di un discorso durato pochi minuti, prendere il telefono e cercare di commentare con gli amici quanto avevo ascoltato.

Poi, la verità, amara come sempre. Un rumore mi aveva svegliato. Mi ero appisolato alle prime parole del presidente, era solo un sogno….

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 8 gennaio 2020

    Meno male che ero seduto altrimenti sarei finito sotto la scrivania, ci avevo creduto, altro che pesce d’Aprile. Ma si dice che a volte i sogni si avverano, speriamo.

  • antonio 1 gennaio 2020

    seppur con diffidenza, per un’attimo, ci avevo creduto

    • Francesco Storace 1 gennaio 2020

      Diciamo che era una speranza ?

  • Vittorio Agostini 1 gennaio 2020

    Caro Direttore, non mi faccia più di questi scherzi! È già così triste (e trista) la situazione, anche se credo che da così in basso possiamo solo migliorare! Buon Anno a Lei e a tutta la Redazione e ancor più alla nostra Giorgia Nazionale!

  • giovanna 1 gennaio 2020

    Ci ero cascata! Che bello sarebbe stato. Bravo dr.Storace. buon anno!

  • Sandro Cecconi 1 gennaio 2020

    Storace, ho dimenticato di scrivere che il peggiore ospite della trasmissione è stato Sallusti. Ormai la sta facendo da troppo tempo fuori dal vaso. Commenti solo il suo datore di lavoro e taccia su Giorgia Meloni e il nostri partito. Ora ha rotto i coglioni.

  • Sandro Cecconi 1 gennaio 2020

    Storace,

    buon 2020 anche a lei. Lei che è riuscito ad addormentarsi. Io, al contrario, non ho potuto far altro che aver mal di stomaco per le banalità. Mal di stomaco che poi si è trasformato in ribrezzo nel dover ascoltare il programma Stasera Italia.

    Quanta banalità indegna di un essere pensante. Quella banalità che Hanna Harendt definiva “la banalità del male”.

    Ma cerchiamo di andare oltre e fare in modo che questo periodo storico infernale termini quanto prima.

    La prego di dire a Giorgia di non commentare e se dovesse proprio farlo si inventasse qualcosa di politicamente corretto, ossia intriso di totale ipocrisia.

  • Marco Turolla 31 dicembre 2019

    chi ha scritto questa ignobile cosa deve esclusivamente vergognarsi.

    • Francesco Storace 1 gennaio 2020

      Datti una calmata almeno a Capodanno

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