Maestre fanno disegnare sardine a bimbi di tre anni. Vengono scoperte ed è polemica

venerdì 13 dicembre 13:33 - di Federica Argento
disegnare sardine

Follia all’asilo nido. Far disegnare sardine a bimbi di tre anni da esibire alla manifestazione di Genova: come altro definire simile iniziativa. Maestre che arruolano la loro piccola scolaresca come una sorta di  laboratorio politico è francamente troppo. E’ capitato a Genova, nell’ asilo nido “Vico Rosa”, dove le  maestre hanno coinvolto i loro piccolissimi allievi nel progetto di disegnare sardine per la manifestazione che si sarebbe svolta nella città, in piazza De Ferrari, lo scorso 28 novembre. La vicenda assurda è balzata all’attenzione  grazie alle interrogazioni in Consiglio comunale di due esponenti di centrodestra:  Marta Brusoni di Vince Genova e Lorella Fontana della Lega,  hanno chiesto all’ amministrazione di fare chiarezza e di prendere provvedimenti nei confronti dei gestori della struttura.

“L’ asilo, pur essendo di proprietà comunale, è stato infatti affidato a partire dal 2015, tramite bando pubblico, alla cooperativa sociale Mignanego con una concessione decennale”, leggiamo nell’articolo di Libero firmato da Gianluca Veneziani. Questa iniziativa pro-sardine, infatti, è andata in porto dopo aver avuto l’ autorizzazione dei genitori: a un’ iniziativa della cooperativa. L’ assessore alla Cultura del Comune, Barbara Grosso, ha assicurato che «al tempo il progetto pedagogico era declinato in maniera corretta».

Da sottolineare – fa notare l’articolo – che l’ espressione «al tempo», ha un valore essenziale in tale contesto: “nella primavera 2019 le sardine erano soltanto dei pesci da mettere sotto sale”: difficilmente si sarebbe potuto ricavare un uso “didattico” in un asilo. Pertanto  l’ assessore assicura  che il Comune «convocherà i responsabili della cooperativa per affrontare e comprendere la dinamica dei fatti accaduti».

Piccoli buonisti crescono

Non c’è da stupirsi: l’indottrinamento al Pensiero Unico dei più piccoli, il gender nelle scuole, le fiabe rivedute e corrette, stravolte,  sono ormai merce quotidiana. E sulle sardine la grancassa mediatica è stata tale, che maestre ingenue potrebbero esserne state influenzate. Se tanti preti, il Papa in persona, il segretario di Stato Vaticano, Parolin, invitano  a «cogliere tutto quello che di buono c’è in questi movimenti», può accadere che le maestre si accodino. E però, il tempo della buona fede a scuola è finito. Ne abbiamo viste troppe.

Gli insegnamenti delle fiabe lesbo, l’indottrinamento sul “sesso fluido”. Documenti con genitore uno, genitore due. Presepi aboliti. Quindi, non prendiamoci in giro. I bambini sono influenzabili a quell’età, sono permeabili come spugne. Niente di meglio che “un corso accelerato per diventare buonisti del futuro”, leggiamo nella chiosa dell’articolo.

Disegnare sardine a scuola: sinistra disperata

C’è rabbia nel pensare che anche con un disegno apparentemente inocuo un’intera scolaresche sia arruolata tra “i buoni”. E fa più rabbia ancora pensare a delle maestre – che ingenue non sono – che mettono a disposizione i piccolissimi per una iniziativa che in un momento politico come questo assume un valore di parte. La sinistra diffusa nelle scuole fa più pena di quella rappresentata nelle istituzioni. Il che è tutto dire. Anzi, apprendiamo dall’Agi anche di peggio: che i bambini “dissidenti”  hanno dovuto svolgere un compito alternativo e lontano dal resto della classe. In sostanza una punizione. Bene, quindi, la convocazione dei responsabili della struttura e avere delle spiegazioni su questa scelta”.

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