Macron è in guai grossi. Gilet gialli, terroristi islamici. E i sindacati: nessuna tregua a Natale

giovedì 12 dicembre 16:12 - di Giovanni Trotta

Macron è di nuovo nei guai. Gilet gialli, sindacati, ora anche i terroristi islamici in Niger. E non ci sarà alcuna tregua natalizia negli scioperi dei trasporti in corso in Francia. A meno che il governo non elabori un piano di riforma delle pensioni condivisa dal sindacato. Lo ha annunciato a Franceinfo Laurent Brun, capo del ramo ferroviario della Cgt, la principale forza sindacale scesa in campo con gli scioperi. ”Nessuna tregua per Natale a meno che il governo non si ravveda”, ha detto Brun. Mentre il sindacato riformista Cfdt, che finora non aveva partecipato agli scioperi, ha affermato che è stata superata una “linea rossa”. Pertanto ha invitato i suoi iscritti a unirsi alle proteste di massa del 17 dicembre.

La riforma proposta da Macron respinta dai sindacati

La riforma delle pensioni annunciata dal premier Philippe, non va bene. I sindacalisti francesi infatti tuonano contro la riforma delle pensioni del premier Edouard Philippe. Philippe Martinez, capo della Cgt, la principale forza sindacale scesa in campo con gli scioperi, ha definito gli annunci del premier la prova che al governo “non potrebbe importare meno delle persone”. Laurent Escure dell’Unsa, sindacato influente a livello di trasporti pubblici, ha detto di essere “ancora in attesa di molti chiarimenti” su ciò che la riforma comporterebbe per i dipendenti del settore. E Yves Lefebvre, segretario generale dell’Unsa Sgp Police Fo, ha parlato della possibilità di chiamare a raccolta gli iscritti per far loro usufruire in massa dei giorni di riposo in modo da costringere alla chiusura delle stazioni di polizia.

Le pensioni previste dal governo non vanno bene

Il nuovo sistema delle pensioni previsto dal presidente Emmanuel Macron si applicherà solo a quanti sono nati dal 1975 in poi. Lo ha precisato il premier francese Edouard Philippe, dopo che le proposte iniziali del governo indicavano che si sarebbe applicato ai nati dal 1963 in poi. Ma neanche questo è considerato accettabile dai sindacati. E Macron, come si accennava, ha anche altre gatte da pelare. Il presidente francese ha infatti rinviato all’inizio del prossimo anno il vertice con i leader di cinque paesi del Sahel. Si sarebbe dovuto svolgere il 16 dicembre a Pau, nel sud della Francia. Macron lo ha deciso dopo il sanguinoso attacco jihadista contro un campo militare in Niger in cui sarebbero morti una sessantina di militari.

Lo ha riferito l’Eliseo, precisando che il rinvio è stato deciso da Macron di comune accordo con il suo omologo nigerino, Mahamadou Issoufou. Il summit, annunciato dal presidente francese al termine del vertice della Nato a Londra, ha l’obiettivo di chiarire le condizioni della presenza militare transalpina in funzione antiterrorismo nella regione. Vi parteciperanno i leader di Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Mauritania. La Francia è attiva nella regione con una forza di 4.500 uomini impegnati nell’operazione Barkhane contro il terrorismo islamista.

Commenti

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  • giovanni vuolo 13 dicembre 2019

    Mai visto un presidente tanto imperialista. Se avesse guidato una nazione meno liberale come la Russia, avrebbe già invaso l’Europa, col benestare della Merkel

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