La “compagna” di Todi non si tocca, urlano Pd e Leu. Dal ministro M5s arriva il me ne frego

sabato 7 dicembre 14:32 - di Il Cavaliere Nero 😎

L’Umbria, in questo caso Todi, ancora terra di dolore per una sinistra distrutta. Minacciano rappresaglie e si beccano pernacchie dall’alleato di governo. I compagni che vedono ombre dappertutto si erano scatenati contro il sindaco della città, Antonio Ruggiano (Forza Italia) a capo di una coalizione di centrodestra. E, orrore, anche con una rappresentanza di CasaPound. Cerca cerca, alle fine pensavano di averlo trovato con la pistola fumante in mano. Ma gli è andata male. Sono stati presi a pernacchie persino dal ministro dei Cinquestelle Fabiana Dadone (nella foto), a cui avevano fatto rivolgere diverse interrogazioni dai loro parlamentari.

Lo scorso anno l’amministrazione comunale ha deciso la rotazione di diversi dipendenti, per smuoverli dalle seggiole che occupavano da tempo. Tra questi c’era l’intoccabile, la compagna Fabiola Bernardini, direttrice della biblioteca comunale. A questa signora – dicono a palazzo di città – piaceva dettare le regole all’amministrazione e non viceversa, in una sorta di mandato non conferitole da nessuno. E così la valorizzazione di libri per bambini orientati alle solite “ottiche di genere”. Quel cattivone del sindaco di Todi decide di spostarla in un altro settore dell’amministrazione, all’urbanistica, e apriti cielo.

Due interrogazioni parlamentari per difendere la compagna di Todi

Arriva la senatrice De Petris di Leu che, per difendere la dirigente, scomoda il 25 aprile col patrocinio rifiutato all’Anpi dall’amministrazione comunale. E poi la “denuncia” che con la partecipazione alla festa delle famiglie “arcobaleno” la Bernardini si era attirata l’antipatia del Comune. Più altre medaglie collezionate dalla dirigente sul piano professionale – come se lavorare non dovesse comportare impegno e competenza – per chiedere l’intervento del ministero per bloccare l’immancabilmente “punitivo trasferimento”.

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