Il voto sul Mes costa caro al M5S: 14 defezioni alla Camera, al Senato in 5 pronti a cambiare partito

mercoledì 11 dicembre 16:03 - di Viola Longo
m5s

Hanno salvato la poltrona, rinnegando se stessi. Ma questo non sembra essere l’unico prezzo pagato dal M5S al Mes. Alla Camera 14 deputati pentastellati non hanno partecipato al voto.

In 14 danno forfait al voto di Montecitorio

I 14 che hanno dato forfait all’appuntamento politicamente più significativo degli ultimi tempi sono Enrico Baroni, Emilio Carelli, Luciano Cillis, Gianfranco Di Sarno, Alessandra Ermellino, Francesco Forniciti, Stefania Mammì, Michele Nitti, Cosimo Pignatone, Eugenio Saitta, Simona Suriano, Patrizia Terzoni, Raffaele Trano, Andrea Vallascas. Certo, non hanno votato contro (nessuno dei pentastellati lo ha fatto), ma  la mancanza del loro voto si fa notare, in un contesto in cui la risoluzione ha comportato lacerazioni interne e necessità di vertici notturni. Il tutto per arrivare ai 291 sì (contro i 222 no), che lastricano la strada su cui l’Italia si va a consegnare, mani in alto, ai diktat europei.

Tre senatori M5S non votano la fiducia

Ancora più eclatante, forse, il ritiro sull’Aventino di loro tre colleghi senatori. Benché presenti in Aula, infatti, Stefano Lucidi, Ugo Grassi e Francesco Urraro non hanno votato il decreto Terremoto. Provvedimento meno sensibile, ma sul quale era stata posta la fiducia. Dunque, a suo modo, importante cartina di tornasole dello stato di salute dell’alleanza di governo e, ancor di più, del Movimento al proprio interno. Non a caso, infatti, nei corridoi di Palazzo Madama già si parla di un possibile passaggio dei tre nelle file della Lega. E sorprese non sono escluse sull’imminente voto che anche il “ramo alto” è chiamato a esprimere sul Mes. Non solo. Secondo i rumors, ci sarebbero anche altri due senatori M5S in bilico, pronti a lasciare già nelle prossime ore il Movimento.

Pd e M5S sperano nelle assenze dell’opposizione

I numeri per garantire la sopravvivenza del governo, spiegano tuttavia le stesse fonti, non dovrebbero venire meno, complici le assenze nelle file dell’opposizione, che dovrebbero far scendere la “linea di galleggiamento”, abbassando i numeri della maggioranza necessaria per far passare la risoluzione giallorossa.

Commenti

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  • Piera 14 dicembre 2019

    I soliti miserabili del centro destra che fanno i franchi traditori , non c’è niente da dire questa gentaglia fa schifo e alludo ai politici di forza Italia

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