Il presepe napoletano perde Carletto Ancelotti. Ma trova “Ringhio” Gattuso

mercoledì 11 dicembre 13:51 - di Redazione
Il presepe napoletano

Il presepe napoletano perde Ancelotti ma trova Gattuso. Cambia il Napoli e cambia pure ‘o presepe. Prendendo atto della rivolta dello spogliatoio De Laurentiis esonera chi avrebbe volto “per i prossimi 10 anni”. E subito il presepe s’adegua. Tra pecore e pastori, Carletto sparisce: arriva “Ringhio“. Potenza del calcio e dell’intuito partenopeo: meglio cambiare che persistere. Lezione anche per chi -come il presidentissimo- pensava di potere tutto. La verità è semplice. Ancelotti viene mandato via dai calciatori. Dal loro peso economico. Da uno spogliatoio che evidentemente l’ha più subito che amato. Col capitale societario non si scherza. Come coi pastorelli che, ad ogni Natale, fanno cassa. Paga il tecnico. Sempre. E nelle botteghe artigiane ci si adegua prontamente. Sono passati e passano tutti da lì. Politici, imprenditori, volti noti di tv e cinema, santi e demoni. Tutti modellati, venduti e dimenticati. Tutti tranne uno: Maradona.

Il presepe napoletano dà il benvenuto a Gattuso

Il presepe napoletano dà il benvenuto a Rino Gattuso, pronto a diventare il nuovo allenatore del Napoli. Dopo l’esonero di Carlo Ancelotti la scorsa notte dopo la vittoria 4-0 contro i belgi del Genk in Champions League. Genny Di Virgilio, dell’omonima bottega di San Gregorio Armeno, l’ha intuito. E  nella “via dei presepi” nel cuore del centro antico di Napoli appare il nuovo mister. Le strade in questi giorni pre-natalizi sono letteralmente invase da napoletani e turisti. Lui ha già realizzato una statuina che raffigura Gattuso in giacca e stemma del Napoli sul petto. Una sorta di augurio di buon lavoro per l’ex giocatore e allenatore del Milan. Nella speranza che sulla panchina azzurra duri e vinca.

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