Così Giorgia Meloni ha compattato il centrodestra sul Mes

11 Dic 2019 20:00 - di Alberto Mariani

Grazie Alla fine, dopo giornate di trattative e diplomazie al lavoro, l’accordo tra Pd e M5S è arrivato e le Camere hanno votato la risoluzione che dà il via libera al presidente Conte di andare avanti con il Mes, sia pure con qualche paletto. Non sono mancate tensioni e schermaglie alla Camera e al Senato, in particolare tra i parlamentari di Fratelli d’Italia, fortemente contrari (“firmare il Mes così com’è significa svendere la sovranità dell’Italia e mette a rischio i risparmi degli italiani, ha detto il capogruppo Fdi Francesco Lollobrigida) e quelli del Partito democratico, favorevoli invece alla sua sottoscrizione.

Il lavoro di Giorgia Meloni

Il movimento guidato da Giorgia Meloni nelle ultime settimane si era speso senza sosta. Obiettivo  arrivare a una soluzione che potesse evitare la firma della riforma del trattato salva-stati. La leader di Fratelli d’Italia, prima a Bruxelles e poi in piazza a Roma, aveva duramente protestato insieme ai suoi gruppi parlamentari organizzando sit-in e flash mob. Ciò anche nel tentativo di catalizzare tutti quei parlamentari contrari alla riforma del trattato, compresi quelli del M5S che nel loro programma elettorale avevano messo nero su bianco la necessità per l’Italia di uscire dal Mes. Tentativo, quest’ultimo, non andato in porto per via del raggiunto accordo tra M5S e Pd.

La risoluzione del centrodestra sul Mes

Il successo politico della giornata è però rappresentato dalla risoluzione unitaria presentata da tutto il centrodestra, contrapposta a quella della maggioranza che è stata approvata, al netto delle assenze tra i banchi del M5S e del Pd, per soli 69 voti. Un risultato particolarmente significativo, frutto della capacità di Giorgia Meloni di cucire e costruire un blocco di governo credibile insieme agli alleati. E anche un chiaro avviso alla maggioranza di governo: Fdi, Lega e Forza Italia sono convintamente compatti e puntano dritti a governare presto insieme.

La sintonia all’interno della coalizione si era già intravista ai massimi livelli, quando la Meloni aveva incontrato Salvini e Berlusconi. Ad essi aveva prospettato loro la stesura del documento unitario e quando ieri li ha risentiti entrambi al telefono incassando il sì. Sintonia che è stata ribadita oggi dai capigruppo del centrodestra alla Camera, Lollobrigida, Gelmini e Molinari.  I tre, grazie a un lavoro paziente hanno elaborato il testo, smussando gli angoli e rappresentando nel documento un elemento che accomuna tutti i firmatari. La prima necessità, difendere l’interesse nazionale.

Prima di tutto l’interesse nazionale

Il centrodestra si rappresenta così, unito, sia sulla prospettiva di governo sia sul posizionamento sul fronte internazionale. E non è cosa da poco, viste le continue fibrillazioni interne a governo e maggioranza. E anche dato che all’inizio del 2020 il Parlamento dovrà di nuovo tornare a esprimersi sul Mes”.
“Fratelli d’Italia è orgogliosa di aver promosso la stesura e la presentazione di una risoluzione unitaria delle forze di centrodestra sul MES – ha scritto la Meloni su Facebook – È un segnale estremamente importante di unità, compattezza e solidità della coalizione. Oggi Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si presentano uniti in una battaglia campale per la difesa dell’interesse nazionale italiano.

Commenti

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  • Tito dambrosio 12 Dicembre 2019

    Fantastica Giorgia. Ma una domanda : se questo governo cade il MES si puó ancora bloccare o non si puó piú fare nulla.