Ci risiamo: dopo il no di Malta, la Alan Kurdi sbarca a Pozzallo. Conte apre porti e portoni…

domenica 29 dicembre 12:19 - di Martino Della Costa
Alan Kurdi sbarca a Pozzallo foto Ansa

Ci risamo: il governo giallo-rosso cede anche sulla nave Alan Kurdi, della Ong Sea Eye. Sbarcano a Pozzallo i 32 migranti a bordo soccorsi nel Mediterraneo. Come sempre ormai, operativa sulla banchina la macchina dell’accoglienza. Ieri il Viminale ha deciso di assegnare come porto sicuro quello siciliano. Tenendo conto della presenza a bordo di persone in condizioni che il ministro Lamorgese ha definitro di «vulnerabilità». L’allarme era stato lanciato dagli attivisti che si trovano a bordo dell’imbarcazione della Organizzazione non governativa tedesca nata nel 2015, con sede a Ratisbona in Germania.

Migranti, la Alan Kurdi sbarca a Pozzallo. Dopo il no di Malta…

Il Conte bis si è affrettato a far approdare e sbarcare gli immigrati clandestini della Alan Kurdi nel porto del Ragusano. l’imbarcazione della Ong tedesca sono stati soccorsi a 17 miglia dalle coste libiche quando era la notte di Natale. E prontamente la titolare del Viminale ha sottolineato la necessità dello sbarco − attracco negato da Malta ancora una volta − con la motivazione della «presenza a bordo di migranti in condizioni di vulnerabilità». Un dato che però, tra gli altri il sito del Giornale rinnega scrivendo: «Ma oggi, quando l’imbarcazione ha attraccato, è venuto fuori che sono tutti in buone condizioni di salute. E così, fatta eccezione di una donna all’ottavo mese di gravidanza e del figlio piccolo che sono stati trasferiti in ospedale per ricevere assistenza, sono stati portati in un hotspot».

Matteo Salvini: «Altri sbarchi, altri soldi»…

Dunque, ieri pomeriggio la nave stava facendo rotta verso Lampedusa quando gli attivisti della Sea Eye lanciano l’allarme al governo maltese. Una richiesta urgente suffragata dalla nescessità ribadita dalla Ong di far sbarcare almeno una decina di migranti definiti in “condizioni critiche”. Come riporta sempre il sito de Il giornale, allora, «la chiamata di emergenza è stata inoltrata da Alarm Phone sia al Centro di coordinamento libico per il salvataggio e alle navi di soccorso Ocean Viking e Alan Kurdi che stavano pattugliando il Mar Mediterraneo centrale. E quest’ultima si è fiondata ad andare a recuperare i 32 immigrati che non erano affatto in difficoltà». La valletta nega l’approdo. E l’italia se ne fa carico. Ancora una volta… Il porto sicuro deve essere assegnato. e la Lamorgese offre quello di Pozzallo. Dove, come rileva il sito dell’Agi, le persone che erano a bordo e pronte a sbarcare sono «in buone condizioni di salute». non a caso, Matteo Salvini commenta la notizia dell’ultimo sbarco dicendo: «Altri sbarchi, altri soldi». Aggiungendo di non vedere l’ora di «andare a processo per difendere l’onore del proprio Paese».

Conte strizza l’occhio a Zingaretti e Di Maio e dichiara: abbiamo bisogno dei migranti…

Ma tutto combacia. Solo ieri, nella conferenza stampa di fine anno il premier Conte ha ribadito la “necessità” di intervenire a gamba tesa sui decreti sicurezza emanati dal precedente governo giallo-verde. E, pur dovendo mediare con la posizione di Luigi di Maio sul tema. ma andando incontro al Pd che ne richiede l’abrogazione totale, conte ha rassicurato: «Uno dei 29 punti programmatici riguarda l’intervento sui decreti sicurezza per recepire le preoccupazioni espresse dal presidente Mattarella. Adesso potremo lavorare e sarà uno dei temi dell’incontro di gennaio», ha specificato ieri il presidente del Consiglio, strizzando un occhio al Pd e uno ai 5S. Non a caso ha aggiunto a stretto giro: «Quei decreti contengono un contenuto normativo molto utile. E che dobbiamo preservare. Ribadire una sovranità marittima è sacrosanto. Così come lo è contrastare l’immigrazione clandestina. Uno Stato sovrano decide chi entra».

Conte strizza l’occhio e tacita Zingaretti e Di Maio

E da noi si decide sempre per il sì ecumenico. del resto, ormai è noto. Il premier ha rivendicato un “cambio di passo sui migranti”. Per Conte, infatti, come riporta anche oggi Il Giornale, «abbiamo bisogno anche dei migranti. I migranti sono quelli che ci aiutano in tante attività che molti nostri concittadini non sono più disponibili a svolgere. Non abbiamo sufficienti forze lavoro. Adesso dobbiamo lavorare per processi di integrazione più efficaci». Zingaretti e Di Maio sono accontentati e tacitati. E quanto fatto dal precedente esecutivo con Salvini rinnegato e in fase di abrogazione. Totale.

 

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 30 dicembre 2019

    Conte, pentastellari, Pd, zingaretti, comunisti…. presto pagherete il gia’ salato conto che vi verra’ presentato per tutti i danni che avete causato, quindi preparate il contante ( quello che vi siete gia’ trasferito all’estero).

  • Giovanni Vitale 29 dicembre 2019

    Io ero molto fiducioso sul Governo rappresentato dal M5S ma ora dopo questo periodo devo dire che é sempre la stessa MERDA, Conte che trà l altro é un mio correggionale é veramente un VENDUTO, non ci ha messo molto a fare parte della “”cricca”” lui dice che l Italia deve preservare la sua sovranità territoriale per decidere chi puo entrare e chi no, ma a quanto posso vedere sono sempre gli illegali i barconi a decidere chi quando e dove entrare per cui Conti valla a raccontare a un altro la tua sovranità, lasci che quello che una volta era un Paese meraviglioso oggi é alla mercee degli africani analfabeti incivili criminali.Poi lui dice che l Italia ha bisogno degli immigrati come tanti altri Paesi Europei pero la Germania come immigrati ha Italiani Greci Spagnoli Portoghesi Polacchi la Francia anche oltre a quelli che provengono dalle sue ex colonie e verso i quali ha dei doveri la Svezia la Norvegia l Olanda anche mentre solo l Italia come immigranti ha solo lo “”scarto”” cioé tutti africani e dell ex blocco comunista. E Conte parla di sovranità ma se in Italia non si ha nemmeno la sovranità nelle proprie quattro mura perché quando neanche te lo aspetti arrivano immigrati illegali e ti buttano fuori e ti occupano casa

  • maurizio pinna 29 dicembre 2019

    Mi rivolgerò ad un ipotetico Presidente Scialoja, insigne giurista e politico del Belpaese. Molto Onorevole, quando con voce che cerca di essere seria e convincente ma è solo “chioccia”, intercala il verbo LAVORARE, Lei diventa veramente irritante. Il LAVORO è ben altro, il lavoro è impegno, capacità di trasferire conoscenze, sagacia, voglia di fare bene, soddisfazione di realizzare, tutte cose che a Lei e ai suoi compagni mancano, Onorevole Scialoja. E poi basta con i trucchi, il Popolo non è alla ricerca di maghi e fattucchiere, semplicemente di persone capaci che diano sicurezza e efficienza. Non riesco poi a comprendere la impellente richiesta di manodopera traghettata. Nelle imprese lavorano persone capaci, volonterose, fattive e anche creative, non servono schiaffeggiatori, energumeni e furfanti, a quelli hanno già pensato i suoi compagni di masnada, negli scorsi anni e anche Lei, che provvede settimanalmente a rabboccare il livello.

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