Bonafede confonde dolo e colpa. Insorgono i penalisti: «Dimettiti subito»

venerdì 13 Dicembre 16:17 - di Giacomo Fabi
Bonafede

Scappati di casa e renitenti alla campanella della scuola. Spesso a dispetto della grisaglia indossata e dei titoli di studio sfoggiati. Un nome su tutti: Alfonso Bonafede. Lui proprio lui, il Guardasigilli piazzato da un capriccio della Nemesi sulla stessa poltrona che fu di Alfredo Rocco e di Giuliano Vassalli, i padri degli ultimi codici di procedura penale. Bonafede, un nome, un programma. Quello scritto da Marco Travaglio sotto dettatura di Piercamillo Davigo con destinazione “fine processo mai“, previo ribaltamento dell’art. 27 della Costituzione più bella del mondo: ogni cittadino è colpevole fino a prova contraria. Una goduria per i manettari a Cinquestelle.

Scivolone di Bonafede a Porta a Porta 

Nell’orgia da Piazzale Loreto permanente che ha visto via via accoppati Puzzoni, Cinghialoni e Caimani nessuno avrebbe potuto sbarrare la strada a Bonafede. Tranne, ovviamente, Bonafede stesso. Cosa puntualmente accaduta nel momento in cui il Nostro ha osato l’inosabile inoltrandosi in una zona per lui off limits come quella di codici e pandette. E così, nel tentativo di spiegare quant’è giusto il congelamento della prescrizione dopo il primo grado, è scivolato di brutto sulla differenza tra dolo e colpa davanti ad un incredulo Bruno Vespa. Una matricola di giurisprudenza non avrebbe potuto fare peggio.

Gli avvocati a Conte: «Non può fare il Guardasigilli»

Da qui richieste di dimissioni come se piovesse. Le hanno invocate gli avvocati di Palermo mentre l’Organismo congressuale forense si è rivolto a Conte, l‘Avvocato del popolo, chiedendogli in pratica di nascondere Bonafede come si fa con i parenti scimuniti quando arrivano gli ospiti. Ma il Guardasigilli non è uomo da arretrare alle prime avvisaglie contrarie. E da Facebook ha replicato un po’ ammettendo e un po’ sminuendo. «D’altronde – si legge nel suo post -, ci sono da sempre interi processi che viaggiano sul confine tra dolo eventuale e colpa cosciente». In tutto simili a quei ministri che oscillano tra ignoranza e incoscienza.

 

 

 

 

 

 

Commenti

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  • federico 14 Dicembre 2019

    Giuliano Vassalli? Quello che buttò nella pattumiera il Codice Rocco, riformò il Codice di Procedura Penale dando strapotere ai PM e ai “pentiti”?

  • Mike 13 Dicembre 2019

    E’ questo un MINISTRO? Gia gli hanno appioppato il Ministero per via del nome, da buon pubblico di curva o claque, speriamo che il nome porti bene ! Lungi da loro l’idea che il Buon Vespa avrebbe OSATO ospitare cose del genere !
    La frittata è fatta, incompetenza ignoranza e sopratutto arroganza : Posso dire cio che voglio perche sono un Ministro ! Poveri noi in che CASINO ci ritroviamo .

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