Arrivano i soldi, scoppiano le liti. Le sardine contestano la “cassaforte” di Santori & co.

sabato 28 dicembre 17:43 - di Redazione
sardine

Arrivano i soldi e cominciano i litigi. È una legge cui non sfuggono le migliori famiglie, figuriamoci le sardine. Sì, proprio loro: gli spigliati giovanotti cui la sinistra d’antan ha appeso i propri propositi di rivalsa. Non parliamo di cifre stratosferiche, almeno di quelle si snocciolano quando si parla di partiti o di fondazioni. Ma 54 mila euro sono pur sempre una somma ragguardevole. Soprattutto se raccolti in pochi giorni. Ed è proprio intorno a questi soldi, come in ogni litigio che si rispetti, è sorto il mistero di una società – la “6000 sardine E.T.S” (acronimo di ente del terzo settore) – creata da Mattia Santori, Roberto Morotti, Andrea Garreffa e Giulia Trappoloni, cioè i quattro fondatori, all’insaputa delle altre sardine.

La “6000 sardine E.T.S.” ha raccolto 54mila euro in pochi giorni

La notizia è stata rivelata da Il Fatto Quotidiano per poi rimbalzare sul Giornale diretto da Sallusti. E ora le sardine tenute all’oscuro della novità s’interrogano sull’accaduto, cioè sulla società che porta il loro nome ma di cui nulla sapevano e nulla sanno. Eppure, si tratta del debutto del movimento “ittico” nelle liturgie della politica degli altri. L’unica cosa che si è capita ed è certa è che i 54mila euro serviranno come prima provvista di patrimonio e serviranno – almeno così scrive il quotidiano diretto da Travaglio – a finanziare «il concerto evento del 19 gennaio a Bologna». In pratica, la società è la “cassaforte” delle sardine per la raccolta dei fondi on line: «Le donazione – scrive ancora il Fatto Quotidiano – andranno su un conto corrente dell’associazione che ne deterrà piena responsabilità, e rendiconterà la spesa di ogni euro raccolto». Di sicuro ne pioveranno molti. Provenienti dagli elettori del Pd.

In piazza a Bologna a gennaio per tirare la volata al Pd

Il concerto del 19 gennaio, infatti, rappresenterà la vera chiusura ufficiosa della campagna elettorale di Stefano Bonaccini. In Emilia Romagna si vota il 26 dello stesso mese e il governatore uscente è impegnato in un duro testa a testa nei sondaggi con la leghista Lucia Begonzoni. Sull’obiettivo politico non ci piove. È sulla società che rischia di diluviare. Nessuno ne sapeva niente. La conferma della sua esistenza è stata data solo dopo. Ed è così che, allora, iniziano i primi mal di pancia all’interno del movimento. «Mi chiedo a cosa sia servita la riunione di Roma – recrimina un anonimo seguace -. Eravamo in tanti e nessuno ne ha parlato. Perché, non avevamo diritto di sapere?». Giusto: sardine, mica tonni.

 

 

Commenti

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  • Anna Maria 29 dicembre 2019

    Mi chiedo ma è mai possibile che al mondo esistano ancora creduloni che credono nella purezza di certi movimenti politici??? Questi sono i soliti del pd che si vergognano di sventolare la loro bandiera e si sono travestiti da sardine, per quanto mi riguarda possono tranquillamente restare ben bene inscatolati sott’olio, anzi rettifico sott’odio!!!

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