Violentano in gruppo una 14enne: ma per i giudici non è stupro. Feroci polemiche in Spagna

venerdì 1 novembre 19:00 - di Mia Fenice
Stupro in Spagna

È polemica in Spagna, dopo che il tribunale di Barcellona ha condannato a pene che variano tra i cinque e i dodici anni di reclusione cinque persone accusate di uno stupro di gruppo ai danni di una ragazzina di 14 anni a Manresa nel 2016. Le condanne relativamente lievi sono dovute alla derubricazione del reato, consentita dalla legge spagnola, da aggressione sessuale ad abuso sessuale, perché secondo i giudici la vittima era incosciente e gli imputati «potevano compiere atti sessuali senza usare alcun tipo di violenza o intimidazione». I giudici hanno anche assolto altri due imputati nella vicenda. Gli eventi risalgono al 26 ottobre 2016, durante una festa di Halloween tenutasi in una fabbrica abbandonata nella capitale di Bages, situata in una zona isolata vicino al campus dell’area universitaria.

Spagna, l’ira del sindaco di Barcellona

Uno degli imputati, che conosceva la vittima , la portò in un luogo appartato, la violentò e poi incoraggiò gli altri a turno. La sentenza ha provocato la reazione delle associazioni femministe. Altamira Gonzalo, della fondazione legale femminile Themis, ritiene che la Corte di Barcellona si sia allontanata dai criteri stabiliti questa estate dalla Corte Suprema, che si era pronunciata su un caso analogo, nel quale i colpevoli erano stati condannati a 15 anni di carcere. Molto dura anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau, che su Twitter ha parlato di una «giustizia patriarcale che non vuole capire che solo sì è sì. Una ragazza incosciente di 14 anni è stata violentata in un gruppo. Non sono un giudice e non so quanti anni di prigione si meritano. Quello che so è che non è un abuso, è uno stupro!». Non è la prima volta che scoppiano polemiche in Spagna contro i giudici che emettono sentenze lievi nei confronti di stupratori.

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