“Vieni da me”, le lacrime di Francesco Facchinetti commuovono il web: «Quel mio amico…»

28 Nov 2019 11:23 - di Redazione
Vieni da me

Francesco Facchinetti scoppia a piangere in diretta televisiva. Ospite a Vieni da me, il programma di Caterina Balivo in onda su Rai1, il cantante si è commosso ricordando il suo primo concerto di Jovanotti insieme al migliore amico. Un amico che di lì a poco verrà portato via da un tumore. Le lacrime dell’artista hanno commosso il web.

Il racconto a “Vieni da me”

«Un ragazzo di 13 anni che per una malattia che non voglio neanche nominare a meno di 6 mesi da quel concerto se ne è andato via», ha raccontato Facchinetti. «Mi ricordo tutto di quel concerto. Era maggio, a Desio. Mi ricordo il profumo del palazzetto, la maglietta che avevo, la maglietta che aveva lui. Com’è salito sul palco Jovanotti, la prima canzone, la seconda. È tutto qua, nella mia testa. E a settembre io sono andato al suo funerale».

«Probabilmente questa cosa mi è accaduta che ero talmente giovane che ho incominciato a vivere intensamente tutto», ha aggiunto l’artista. «E quando prima ho detto che lo penso ogni giorno, è vero. Io penso a lui ogni giorno! E mi piace ricordarlo così. Mi dispiace non poter incontrare la sua mamma. Ma rispetto il suo dolore, perché per lei è dura affrontare questa cosa con il miglior amico di suo figlio».

Anche il mese scorso Francesco Facchinetti aveva parlato di sé. «Quando due genitori divorziano, un bambino non capisce perché la mamma e il papà non siano più insieme. Io avevo 6 anni quando i miei si sono separati. Un giorno, a 10 anni, ho colto la palla al balzo e ho parlato con mio padre. Non lo vedevo da quasi un anno. Abbiamo parlato e sono stato molto convincente. Oggi amo mio padre in maniera smisurata». Le sue parole ancora a Vieni da me su Raiuno.

«Ero un bambino molto problematico, e non è una battuta. I miei genitori hanno capito come educarmi. Se mi vietavano qualcosa, io la facevo. Per me sono stati importantissimi i miei nonni. Oggi mi mancano tantissimo e sbaglierei meno se fossero ancora con me. Il mestiere di nonno è importantissimo. Da ragazzo, a 14 anni, insegnavo catechismo e lo facevo accostando i santi al wrestling…».

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