Ue, è tutti contro tutti nel governo sull’accordo di stabilità europeo. Salvini: Bruxelles ci strangola

mercoledì 20 novembre 17:15 - di Giovanni Trotta
ue bandiere

Ue: l’accordo di stabilità europeo, Mes, fa litigare il governo. Di Maio contro il Pd, il Pd contro la destra, e il Pd contro il Pd. Vediamo di capirci qualcosa. “E’ grave” che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non venga a riferire subito in Parlamento sulla vicenda del Mes. Lo dice il capogruppo di Fdi al Senato, Luca Ciriani, al termine della Conferenza dei presidenti di Gruppo. “Anche l’Abi – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – dice che non sa nulla di questo accordo. Su una questione così delicata che riguarda la sovranità economica del Paese occorre discutere in Parlamento”. “Evidentemente c’è imbarazzo all’interno della maggioranza, ma se anche il ministro degli Esteri Di Maio chiede chiarimenti siamo legittimati a chiederlo anche noi”, conclude Ciriani.

Ue, Salvini a Conte: bugiardo o smemorato

E Salvini replica a Conte. “Il signor Conte è bugiardo o smemorato. Se fosse onesto direbbe che a quei tavoli, così come a ogni dibattito pubblico, compresi quelli parlamentari, abbiamo sempre detto di no al Mes. Non è difficile da ammettere e del resto, se necessario, ci sono numerose dichiarazioni a testimonianza della contrarietà espressa da tutti i componenti della Lega, ministri compresi, su questo argomento. Cosa teme il presidente del Consiglio? Ha forse svenduto i risparmi degli italiani?”.  Così il leader della Lega Matteo Salvini.

Di Maio frena sul Mes Ue

Anche il leader grillino infatti frena sul Mes voluto dalla Ue. Sul Mes, il meccanismo di stabilità europeo, “ho chiesto la convocazione del vertice. In Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire”. Sul fondo salva-Stati “Conte non ha firmato nulla e questo non è un vertice contro di lui, anzi lo sosteniamo. Ma è giusto fare il punto. Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri e capo politico del M5S, Luigi Di Maio.

Il Pd supinamente filo Bruxelles

Ma il Pd filo Bruxelles non ci sta. “Basta soffiare sul fuoco divulgando fake news sul Mes. La campagna di comunicazione di queste ore per lo Stop al Mes è una tempesta in un bicchier d’acqua”. Lo dice il capogruppo dem in commissione Uu della Camera Piero De Luca. ”Il 21 giugno 2019 – spiega De Luca – il Vertice euro ha adottato una dichiarazione congiunta con la quale ha accolto con favore i progressi sul pacchetto di proposte della Commissione sul futuro rafforzamento dell’Unione economica e monetaria. Ha preso atto dell’accordo raggiunto sulla revisione del Trattato sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes), rinviando la firma finale al dicembre 2019”.

“Ora, è bene operare un chiarimento. Le forze politiche – prosegue De Luca – che adesso agitano in via strumentale proclami e dissensi hanno svolto i negoziati quando erano loro al Governo e l’hanno pienamente condivisa nei mesi scorsi. La revisione del Mes non istituisce nessun meccanismo predefinito e automatico di ristrutturazione del debito degli Stati aderenti. Nulla di tutto ciò è previsto nella bozza finale che sarà analizzata e votata nel prossimo vertice europeo. Per cui, non vi è alcun rischio che l’entrata in vigore del nuovo Mes possa contribuire ad alimentare, piuttosto che risolvere, crisi economico-finanziarie degli Stati membri interessati”.

E il Pd smentisce se stesso

Ma nello stesso Pd frenano. “L’adesione del Governo al Mes merita un ampio confronto. E la verifica di alcune condizioni imprescindibili a difesa degli interessi del nostro Paese. La prima condizione è che vi sia contestualmente l’approvazione della Garanzia Europea dei Depositi dei correntisti fino a centomila euro. La seconda è che non sono accettabili condizionalità che rischiano di asfissiare Paesi come l’Italia. L’Italia ha bisogno di una fase lunga di crescita sostenibili e di investimenti. Per questo abbiamo ottenuto nella Conferenza dei capigruppo la presenza di Conte in aula il 10 dicembre. La stessa Unione europea e la Zona Euro non devono ulteriormente costringere se stesse con lacci e lacciuoli eccessivi che ne frenino lo sviluppo e l’occupazione”. Lo dichiarano il Presidente del Gruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci e il capogruppo della Commissione Politiche europee Gianni Pittella.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 23 novembre 2019

    Cosa volete che venga a riferire in Parlamento se neanche lui sa’ cosa dire. Stiamo vivendo in una gabbia di matti, senza vedere dove puo’ essere l’uscita da questa gabbia. Qualcuno li ha messi su quelle poltrone e ora ( una buona parte di loro ) si sta pentendo di averli votati ma ha paura di mettere la faccia per non essere beffeggiati. E cosi’ si va avanti, tra bugie e prese per i fondelli, con la speranza che la gente dimentichi presto.

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