Toti vuole il perdono di Berlusconi: «È l’unico a destra che può ambire al Quirinale»

lunedì 4 novembre 16:22 - di Valerio Falerni
Toti

«A parlar male si fa peccato, ma ci si azzecca», diceva Andreotti . E perciò diciamo subito che il lancio di Silvio Berlusconi con destinazione Quirinale effettuato dalle colonne della Verità da Giovanni Toti convince solo fino a un certo punto. A lasciare perplessi è il retrogusto di captatio benevolentiae che fatalmente diffonde la proposta di chi vede il centrodestra ricompattato dopo aver scommesso sulla sua scomposizione. In verità l’aveva proposto anche a maggio attraverso Panorama. Ma allora era solo una voce dissidente di Forza Italia e non ancora il leader di Cambiamo!, sigla nata con la benedizione di Salvini al tempo in cui questi pensava di dover fare la guerra al Cavaliere.

Toti lo ha detto in un’intervista alla Verità

Da allora, però, è come e fosse passato un secolo. Nel frattempo c’è stata Piazza San Giovanni, dove la corona di leader della coalizione ha cambiato testa, passando da quella di Berlusconi a quella di Salvini. E proprio lì Toti ha smesso di essere il cristallo di sale che insaporiva la minestra leghista per trasformarsi nel possibile granello di sabbia che inceppa l’ingranaggio della ritrovata unità. Già, perché ora sul suo capo incombe la possibile vendetta del vecchio leader. Tanto più che l’obiettivo di Salvini di recuperare agibilità nella Ue trova proprio in Berlusconi un elemento non aggirabile né sostituibile.

Il governatore ha fondato Cambiamo!

E se tanto ci dà tanto, si capisce bene che la candidatura del Cavaliere al Quirinale by Toti ha poco a che fare con l’auspicato «metodo Ciampi» e molto con le legittime ambizioni del governatore di uscire dal recinto della Liguria per calcare da leader, seppur minore, la scena politica nazionale. E poiché lo sa, ha pensato bene di condire l’endorsement pro-Cavaliere («a destra è l’unico che ha le carte in regola») con un tocco di consapevolezza del recente gelo («e lo dico non avendo taciuto i suoi difetti») per aggiungere quel pizzico di autenticità che non guasta mai. Insomma, Toti il suo lo ha fatto. Resta solo da capire se a Berlusconi basterà.

Commenti

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  • LIDIA 5 novembre 2019

    TOTI SI E’ SERVITO DI BERLUSCONI..E’ STATO ABBONDANTEMENTE FINANZIATO,SPONSORIZZATO FATTO CONOSCERE A MEZZO DELLE EMITTENTI MEDIASET ..E INFINE ELETTO A GOVERNATORE DELLA REGIONE LIGURIA…SALVINI…ANCHE LUI HA GIOCATO CON BERLUSCONI…LO DIRO’ E RIPETERO’ SEMPRE (BERLUSCONI NON FIDARTI DI ENTRAMBI)…VOGLIONO SFRUTTARTI NUOVAMENTE .!

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