Tendenza Mara, anche la Bergamini pronta a sfilarsi da FI: «Caro Berlusconi, stai sbagliando»

sabato 2 novembre 14:25 - di Valerio Falerni
Bergamini

Rischia di lasciare più di un segno in Forza Italia l’astensione al Senato sulla cosiddetta commissione Segre. Dopo l’affondo di Mara Carfagna, ora è infatti Deborah Bergamini, deputata e storica collaboratrice di Berlusconi, a biasimare quel voto. Con la differenza che la sua posizione segue e non precede la durissima nota con cui il Cavaliere aveva diffidato i detrattori interni dall’impartirgli sermoni e lezioni sul tema del contrasto all’antisemitismo. «I miei governi sono stati i più determinati nel difendere le ragioni di Israele», aveva rivendicato Berlusconi. Evidentemente, non è bastato se la Bergamini ha continuato a suonare lo stesso tasto. Anche lei in forma pubblica. Questa volta sottoforma di lettera aperta sul Riformista, di cui ha la parlamentare “azzurra” ha la condirezione insieme a Piero Sansonetti. Carica che le ha permesso di condividerne anche il titolo: «Caro presidente Berlusconi stiamo sbagliando».

La Bergamini sul Riformista: «Un errore cedere a Salvini»

L’errore, per la Bergamini, non sta tanto nell’astensione dei senatori. «Il punto è un altro – spiega -. La commissione Segre era un’opportunità: significava stabilire la leadership della cultura moderata all’interno del centrodestra». Obiettivo? Dare alla coalizione «una leadership diversa da quella incarnata da Salvini» il quale, assicura, «sarebbe il primo a beneficiarne, se anche lui volesse esprimere un’Italia moderna e vincente». Ma la Bergamini va oltre e lascia presagire che il passaggio del testimone dalle mani dell’ex-premier in quelle del leader leghista viene percepito dai berlusconiani come una sorta di “tana libera tutti“.

Renzi: «Riflessione interessante»

«Non posso certo biasimarla», continua infatti la deputata che, prima nel suo mondo, si rivolge a Berlusconi ricordandogli «i suoi errori». Quindi l’affondo: «Non dobbiamo avere paura di ammetterlo, questa Italia è anche figlia della nostra storia politica». Il possibile addio è tutto nella chiusa della lettera: «Io sento il dovere di continuare a cercare la strada migliore per il mio lavoro quotidiano. Forse non ci riuscirò, ma la vita è troppo breve per trascorrerla senza aver mai tentato davvero di fare ciò che abbiamo nel cuore e nella mente. Anche questo me lo ha insegnato lei e mai come oggi questa lezione mi è chiara». Una riflessione, questa della Bergamini, che è piaciuta tantissimo a Renzi che l’ha definita «davvero interessante».

Commenti

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  • Giogio 2 novembre 2019

    Non capisco si vuole la Leadership ma si pensa a Renzi, ottima scelta per distruggere il poco che rimane di FI. Il CX è vincente ma c’è chi pensa di romperlo chinandosi a baciare i sandali del STAI SERENO non è bastato osservare la sua lealtà nei confronti dei compagni di partito prima e dopo la rottamazione. Ancora riesce ad attrarre chi non sopporta di essere scavalcati da Salvini invece di cambiare modo di fare politica tra la gente si preferisce diventare vassalli stando ben seduti in poltrona. Purtroppo questa illusione che gli elettori seguano i fuori usciti denota Arroganza e Narcisismo non più sopportabile. I sondaggi ma di più i voti dell’Umbria dovrebbero essere un monito per cambiare modo di fare politica ma ciò sembra non recepito.

  • otello pedini 2 novembre 2019

    Ancora perdiamo tempo a commentare le affabulazioni di certa gente? Personalmente, sono stufo marcio dei moderati. E queste anime belle comprendono la pericolosità orwelliana di certe trovate, ufficialmente dettate dalla “lotta all’odio”?

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