Strage di Alessandria, l’incendio è doloso. Sequestrati un timer e materiale inesploso

martedì 5 novembre 15:49 - di Redazione
incendio doloso

Incendio doloso. Indagini, solidarietà, sconcerto. Sulla tragica esplosione di una cascina in provincia di Alessandria, che ha causato la morte di tre vigili del fuoco, tra gli inquirenti si fa sempre più strada l‘ipotesi dell’incendio doloso.

Gli inquirenti: incendio è doloso

Ma la cautela è massima. Dal luogo della tragedia il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, parla di esplosione voluta. «All’interno dell’abitazione sono state trovate bombole di gas , inneschi rudimentali e alcuni timer. Tutto ci fa pensare che l’esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata». E aggiunge: «Dagli elementi che abbiamo acquisito pensiamo sia un incendio doloso».

Esclusa la pista terroristica

Sembrerebbe esclusa la pista terroristica, anche se gli investigatori lavorano a tutto campo. Una delle bombole di gas non esplosa è stata sequestrata. Il materiale ritrovato fa pensare a inneschi sulle bombole del gas saltate in aria. Ritrovato anche un timer impostato sull’1 e 30 per comandare a distanza le esplosioni. Particolari che confermano la tesi: incendio doloso.

«È successa una disgrazia grandissima — dice il questore di Alessandria Michele Morelli — ci sarà un lavoro certosino per risalire alle cause. Per il momento si possono fare delle ipotesi di esclusione. Si pensa che si possa escludere una pista eversiva. Oltre non posso andare, ma le prime ipotesi escludono questa matrice. Gli investigatori sono al lavoro».

Il giallo della cascina abbandonata

Ma chi ha azionato gli esplosivi che hanno ucciso i tre pompieri? Una delle ipotesi riguarda la possibile vendita della cascina abbandonata. Che era stata messa all’asta senza trovare acquirenti. Il proprietario, che pare avesse problemi economici, con la moglie, è stato sentito dagli inquirenti come persona informata dei fatti. «Mi dispiace per i ragazzi che sono morti. Non si deve morire sui luoghi di lavoro», è il commento del papà del proprietario della cascina. Dice di aver saputo della tragedia dalla tv e di non avere idea sulle cause della tragedia. «Mio figlio aveva comprato questa casa alcuni anni fa. L’ha messa a posto, ha fatto anche due scuderie. E ci ha vissuto più o meno fino a due anni fa, poi è andato ad Alessandria.  Altro non so dire».

Lentamente si dipanano i particolari della dinamica delle due esplosioni, avvenute in tempi successivi. Verso le 11 di ieri sera i vigili del fuoco di Alessandria sono stati chiamati per spegnere un incendio in quella cascina abbandonata. La prima esplosione è avvenuta prima di mezzanotte. La seconda, quasi un’ora dopo, è stata fatale e ha sorpreso i vigili del fuoco impegnati a spegnere l’incendio. Un crollo  ha travolto la squadra dei pompieri.

Il cordoglio delle istituzioni

Cordoglio e vicinanza sono state espresse del presidente Sergio Mattarella al prefetto Salvatore Mulas, capo dipartimento dei Vigili del fuoco. «Rinnovo il profondo sentimento di fiducia e riconoscenza per la generosa dedizione al servizio della collettività», si conclude il messaggio. Il premier Giuseppe Conte in tweet ha definito i vigili del fuoco « eroi sempre in prima linea per garantire la nostra incolumità». La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, che si è recata sul luogo, si è detta addolorata. E ha sottolineat che la dinamica va accertata, «la magistratura sta lavorando. Ci sono accertamenti da fare».

Salvini: «Chi ha sbagliato deve pagare»

Trasversale il cordoglio del mondo politico, dai ministri ai parlamentari. Matteo Salvini ha rivolto  “una preghiera e un pensiero” per i vigili del fuoco morti e “un abbraccio” alle famiglie e ai colleghi feriti. «Onore a chi mette in gioco la propria vita per salvare quella degli altri, l’Italia piange per voi», scrive. E aggiunge: «Se sarà confermata la natura doloso, faremo in modo che chi ha sbagliato paghi pesantemente fino in fondo, cosa che in Italia non è scontata».

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