Salvini apre a Draghi presidente, Meloni lo blocca subito: «Non avrà i nostri voti»

giovedì 7 novembre 16:23 - di Robert Perdicchi

Ieri l’apertura di Matteo Salvini a Mario Draghi presidente della Repubblica, oggi il brusco stop di Giorgia Meloni. Che di un tecnocrate europeo ai vertici delle istituzioni italiane non ne sente proprio il bisogno. Nel corso della trasmissione televisiva di Rete 4 “Fuori dal coro”, contraddicendo la storica posizione della Lega su Draghi,il leghista ha risposto “why not” a chi gli chiedeva dell’ex governatore della Bce. Aggiungendo: «Nel caso in cui cada questo governo attaccato con lo scotch il presidente della Repubblica non potrà che restituire la parola agli italiani». Una mossa per rassicurare Pd e M5S un funzione di un voto a breve scadenza per le Politiche? O una mossa per “svoltare” su una linea più moderata in Europa?

Di sicuro, quelle due paroline di Salvini su Draghi stanno facendo discutere, soprattutto nel centrodestra. Che non aveva certo bisogno di questa uscita pubblica dell’ex ministro degli Interni, come abbiamo ribadito anche dalle colonne del Secolo.

La Meloni all’attacco su Draghi

«A scanso di equivoci lo ribadisco: non contate sui voti di Fratelli d’Italia per l’elezione di Draghi alla presidenza della Repubblica. Per noi il prossimo Presidente della Repubblica deve avere alle spalle una storia di difesa dell’economia reale e dei nostri interessi nazionali. E non provenire dal mondo della grande finanza internazionale. Anche per questo vogliamo che il Presidente della Repubblica sia scelto direttamente dagli italiani e non tramite giochi di palazzo. Fratelli d’Italia sta già raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta del Capo dello Stato». Il post su Facebook di Giorgia Meloni non lascia dubbi. Niente inciuci su Draghi, tantomeno tramite Salvini. E i commenti sono tutti a senso unico: «Il presidente della Repubblica lo dobbiamo votare noi italiani. Fratelli d’Italia ha raccolto le firme per tutto ciò». «Assolutamente, è un servo dei poteri forti e delle banche che vogliono tenere unità questa Europa di burocrati». «No a Draghi. Molto bene, invece, la raccolta delle firme per l’elezione diretta del Capo dello Stato. Magari passasse!», scrive un altro.

Commenti

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  • maurizio pinna 7 novembre 2019

    Se siamo alla canna del gas le colpe e i colpevoli sono molti, ma tra questi non possono esser escluse alcune strutture costituzionali decisamente mal concepite. Mi spiego. Il gruppo degli “irresponsabili”, è un lusso utopico che non ci si può più permettere. Recita la Costituzione il Capo dello S. non è respondabile…… e poi ,la Magistratura dipende solo dalla legge. Eppure da loro passa TUTTO!. Laddove passa tutto negli US si deve essere eletti DIRETTAMENTE dal Popolo e non ci sono ragioni che tengano, concetti sereferenti che danno fastidio solo a sentirli, nessuno può arrogarsi di essere sereferente, perchè è molto poco democratico! Dunque elezioni popolari che sgombrerebbero il campo da tutte le lotterie che lasciano sempre e completamente il tempo che trovano.

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