Riforma della giustizia, il pasticciaccio brutto del governo e le proteste di giudici e avvocati

martedì 26 Novembre 11:43 - di Andrea Magliavacca
prescrizione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Andrea Migliavacca sulla Giustizia

Gli operatori del diritto rimangono sconcertati. Anzi, i giudici, gli avvocati, i professori universitari sono inebetiti di fronte alle stravaganti riforme del diritto.

La giustizia e le forme civili di protesta

Ma l’astensione – unica forma civile di protesta di avvocati e giudici onorari – viene percepita come un appuntamento fisso. Un ulteriore modo, cioè, per dilatare i tempi della Giustizia. Un diversivo per non lavorare. Anche la stampa, asservita ad un certo pensiero, pur riportando la notizia, la svuota di significato.

I giudici di pace in subbuglio

Sono rare le occasioni nelle quali ci si domanda, davvero, il motivo per il quale i giudici di pace sono in subbuglio. Forse non tutti sanno che a partire dall’anno prossimo, le loro “competenze”, per materia e per valore, saranno sensibilmente incrementate. Questo a vantaggio dei giudici del Tribunale, che verranno alleggeriti da un carico notevole.

Tutto a discapito della qualità

Le scelte legislative affrontate anni fa, si presenteranno domani, con tutta la loro dirompenza, a discapito della qualità del servizio.  In ambito civile, infatti, senza entrare nel merito delle singole materie, un esercito di giudici onorari, sottopagati e limitati nel numero di ore al servizio della Giustizia, saranno chiamati a risolvere problematiche rilevanti (fino a 50 mila euro). Il tutto a parità di costi, beninteso, solo per il cittadino, che dovrà pagare un contributo (unificato) per accedere alla Giustizia, ed una tassa per aver ricevuto un provvedimento.

La riforma e le casse dello Stato

La riforma gioverà solo alle casse dello Stato, ma ineluttabilmente allontanerà chi si è sentito vittima di un torto, e soprattutto gli investitori stranieri, intimoriti da un sistema che ha reclutato Giudici (mediamente validi, perché prelevati dal mondo delle professioni) disposti a lavorare a cottimo, ma non troppo, però, perché limitati nel tempo e nel compenso.

In campo penale la situazione peggiora

Analogo discorso vale in ambito penale. Lì la situazione – se possibile – appare ancor più deteriorata. Il legislatore è intervenuto  non già sui meccanismi che regolano le modalità processuali, ma sul tempo, congelandolo. Il concetto di prescrizione è sacrosanto in un paese civile. Sottende – tra gli altri – un principio di buon senso (la reazione dell’ordinamento risulta tanto più efficace, quanto più è tempestiva). Ma è stato cancellato dalla legge denominata spazza-corrotti: più che altro un manifesto elettorale.

Giustizia. E ora chi ha operato le scelte…

Pensare che chi ha operato questo scempio voglia oggi rivoluzionare quel poco che ancora rimane di sensato è veramente inquietante. La prossima settimana, infatti, andrà al Consiglio dei ministri il pacchetto riguardante il processo civile, dinnanzi al Giudice monocratico. L’attuale maggioranza pare divisa nelle scelte di merito, soprattutto sul tema del blocco della prescrizione, in ambito penale, ma (verosimilmente) per ragioni di opportunità, il tema verrà trattato più avanti. Non si finisce mai di studiare, e chi dovrebbe farlo, li ha interrotti o non li ha mai affrontati.

Commenti

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  • Giovanni 26 Novembre 2019

    Quindi io e milioni di italiani come parte lesa dobbiamo rimanere cornuti e mazziati quando lo stato non vuol più far valere i suoi e i nostri diritti, questa è la prescrizione.
    In un mondo moderno ci deve essere la certezza che ci sia una pena altrimenti non ci e motivo per non delinquere.
    Basta investitori stranieri che ci depredano e poi scappano certi di non dover pagare.
    Basta giudici pagati, tutto il penale deve essere amministrato dal popolo re e dalla sua corte d’Assise.