Polito scrive il de profundis del governo: «Tira a campare, fra loro è mors tua vita mea»

mercoledì 6 novembre 11:52 - di Redazione
Governo

“Ciò che è peggio – prosegue nel suo commento-  il governo non ha nemmeno una vera maggioranza politica, pur disponendo di quella numerica in Parlamento. Esattamente come nel Conte 1, i rapporti tra i partiti che la compongono sono infatti basati sul «mors tua vita mea», non su una convenienza reciproca a far bene. Ognuno è convinto che il mal comune del governo possa essere un mezzo gaudio per sé. Con l’aggravante che stavolta il gioco è a tre: oltre alla competition tra i due big c’è Renzi, che cerca disperatamente voti a danno di tutti”. “Il che rende il clima della lite continua nel governo anche più insensato, surreale, quasi kafkiano”.

Governo: “Il festival delle tasse”

Il vero suicidio, poi, il governo l’ha compiuto con il “«festival delle tasse», messo su in occasione della Finanziaria”. Il tutto “amorevolmente assistito da Italia Viva”. Potranno giustificare tutto gli artefici di questa finanziaria, ma -scrive Polito –  “il Conte 2 passerà alla storia per la tassa sulle merendine, che poi non ha messo; e per quella sulla plastica, che forse dovrà ridurre (o «rimodulare») ben al di sotto del miliardo previsto”. Giudizio impietoso, la prova del nove di “una cattiva politica”. A scriverlo nero su bianco è Polito, uomo di sinistra a cui non difetta certo l’onestà intellettuale. Nelle misure economiche prevalgono quelle “di natura ideologica o pedagogica, per punire i «cattivi» e premiare i «buoni», secondo una visione etica del fisco che da sempre spaventa più di quanto ottiene”, scrive Polito.

“Gli italiani non dimenticheranno la chiusura dell’Ilva”

In questo contesto le responsabilità delle lacerazioni interne al  M5S sono enormi. “Si deve a questa se il governo Conte rischia di passare alla storia per aver fatto chiudere l’Ilva di Taranto, l’1,4% del Pil nazionale. “Una colpa che gli italiani non dimenticheranno”. E’ la sentenza tombale. Per evitare il disastro bisogna che le cose cambino radicalmente. Lo devono fare i ministri, lo deve fare il premier Conte. “Il presidente del Consiglio deve prendere nelle proprie mani quelle redini che già nella sua esperienza precedente gli sfuggirono”.  Ci riuscirà? “Non siamo sicuri che ne abbiano ancora il tempo: ma di certo ne hanno il dovere democratico”.

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