Il Pd cambia lo statuto e si rifugia nel passato. Art.1: «Partito antifascista»

domenica 17 novembre 20:52 - di Ezio Miles
Pd

Il Pd ha adottato alla convention di Bologna un nuovo statuto. All’articolo 1 è sancita  solennemente la natura “antifascista” del partito. È un segno di crisi, non certo di vitalità. I dem si rifugiano nel passato Alle antiche certezze. Il mondo sta cambiando, in modo vorticoso e traumatico.  Nulla è più come prima. E il Pd che fa? Al nuovo contrappone il vecchio. Per ironia della sorte, il Pd ribadisce il suo antifascismo proprio nella ricorrenza della fine del comunismo. Ci riferiamo al trentennale della caduta del Muro di Berlino. Il partito di Zingaretti dimostra così l’assenza totale di un processo di maturazione. Dimostra  di non aver compreso il valore dell’antitotalitarismo.

Nel nuovo statuto ci sono anche altre “novità”. Come il fatto che il segretario Pd  non sarà più automaticamente il candidato alla guida del governo.

«Punto cruciale dello statuto –si legge su la Repubblica– è la costruzione della ‘piattaforma deliberativa online’, con tanto di app in cui ogni iscritto potrà trovare “ciò che il Pd dice e si potranno offrire opinioni e idee, partecipando così alla vita di partito”.  Dopo il voto dell’assemblea, il Pd sarà “un partito più aperto alla partecipazione delle persone, molto più diretta, rendendo protagonista chi ne fa parte”, sottolinea il segretario Nicola Zingaretti, rispondendo implicitamente alla richiesta dei giorni scorsi dei cosiddetti ‘Giovani turchi’, e sottoscritta da oltre 300 tra dirigenti locali e sindaci, di un percorso costituente più diffuso e condiviso dai circoli ».

Si tratta a ben vedere di cambiamenti meramente “tecnici”. Che non affrontano il vero nodo che riguarda il Pd. Il nodo della sua lontananza odierna dalle espirazioni popolari. Il Pd è in ritardo rispetto all’evoluzione storica di questi anni. E non trova niente di meglio da fare che alzare il logoro stendardi dell’antifascismo.  Di questo passo, difficilmente i dem potranno uscire dalla loro crisi. Che è culturale. Prima ancora che politica.

Commenti

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  • vincenzi 18 novembre 2019

    Ma come se sono loro.

  • Rocco Mastrocola 18 novembre 2019

    Cosa dirà Walter Veltroni ??? Il Senatore Andrea Cangini, (ex direttore de Il Resto del Carlino) ha recentemente scritto un libro in onore alla camicia nera di suo padre e su questo libro, si legge anche un contributo di Walter Veltroni che sembra provenire da altri mondi, poiché scrive queste parole (basta leggere il libro di Cangini) :
    “Il FASCISMO – ha scritto un ex Segretario del PD – ha goduto di un ampio, diffuso e radicato consenso nel Paese. Rimuoverlo e cancellare l’analisi veritiera e onesta della sua natura ha reso fragili le basi della nostra democrazia”……….… visto che

    la giustizia italiana va ancora avanti con i Codici firmati da Mussolini – Codice Penale, R-D. 19 0ttobre 1930, n. 1398 – Codice Civile, R.D. 16 marzo 1942 con Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e volontà della Nazione – Re d’Italia di Albania, Imperatore d’Etiopia – Codice di Procedura Civile – R-D. 28 0ttobre 1930, XVIII (18° anno era fascista) –

  • sergio la terza 18 novembre 2019

    Zingarelli si arrampica sugli specchi come ha rovinato il Lazio così sta rovinando il P.D. -VADA A FARE IL TELEFONISTA DAL COMMISSARIO MONTALCINO. –

  • Giuseppe Forconi 18 novembre 2019

    Per zingaretti e compagni si dovrebbe coniare un nuovo articolo, cioe’; ARTICOLO 1 = La sinistra dichiara che e’ il partito del FANTASMA.
    Siccome, continuando, non sappiamo dove attaccarci per non perdere la faccia ( con o senza maschera) dobbiamo durante le nostre insonni nottate studiare o inventare degli slogan anti fascismo. Certo che con questi soggetti non si vedra’ mai un domani.

  • Roberto Baggio 17 novembre 2019

    Partito di fessi, che saranno condannati dalla storia a stare ai margini di una realta’ che a loro e’ sfuggita di mano. Il popolo della sinistra vive ipnotizzato da smemorati favolieri mentre la gente comune e la nostra Nazione soffrono per mali reali e contingenti.

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