Francesca Pascale e Paola Concia unite dallo spot lesbo della Renault: “Mandatelo in onda” (video)

mercoledì 13 novembre 16:01 - di Guido Liberati

“Mandate in onda sui canali italiani lo spot lesbo”. Il diktat è partito dal sito Gay.it. Ed è stato rilanciato rapidamente dai soliti paladini del politically correct. È facile prevedere, quindi, che l’ordine verrà eseguito in tempi rapidi. Lo spot in questione riguarda i trent’anni della Renault Clio. La pubblicità è dedicata all’amore Lgbt. Racconta un lungo amore tra due donne per Renault. A fare da colonna sonora il brano Wonderwall degli Oasis.

Lo spot lesbo della Renault “piace alla gente che piace”

I pubblicitari della casa automobilistica francese sono andati sul sicuro. Tema “politicamente corretto”, cavalcato ormai a ogni occasione. L’ex deputata dem Paola Concia ha chiesto alla Renault di mandare questo spot sulle reti italiane. La Concia è sempre stata in prima fila nelle battaglie lgbt, pertanto non vi è nulla di sorprendente. Meno scontata l’adesione entusiasta di Francesca Pascale, che sul suo profilo Instagram ha postato e “cuorato” il video. La fidanzata di Silvio Berlusconi ha definito lo spot “bellissimo”. Da sempre vicina alle battaglie della comunità lgbt, la Pascale stavolta è stata ancora più esplicita. Insomma, per dirla con lo slogan di un altro marchio automobilistico: lo spot “piace alla gente che piace”.

Cosa di vede nel video? Una storia sentimentale strappacuore. Se fossero due etero sarebbe definita noiosa e banale. La versione gay dà un tono glamour alla storia. Due decenni di separazione, un abbraccio che le riunisce. Un viaggio, tra cd, fotografie e bagni al lago. Un bacio agognato e sensuale. Non manca il cattivo di turno. Chi? Ovviamente un uomo. Il padre omofobo di una delle due. C’è spazio per un incidente di percorso. Una delle due che (orrore!) sposa un maschio. Ma il lieto fine lgbt è dietro l’angolo. Alla fine l’amore trionfa. Le due donne, con tanto di bambina sul sedile posteriore. Il padre biologico? Solo un accessorio alla procreazione. Ecco la famiglia perfetta del 2019. Tre femmine felici, zero maschi. Tutto perfettamente politicamente corretto. Tutto estremamente scontato.

Commenti

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  • valerie 14 novembre 2019

    Se il pubblico a casa fosse sufficientemente dotato neuronalmente sarebbe addirittura uno spot da fare vedere e rivedere. Smaschera in un sol colpo, e senza bisogno di aggiungere altro, tutta la retorichetta banale e ripetitiva che inzuppa di sé tanto lo spottino dell’azienda di miliardari improvvisamente affezionati ai diritti quanto la scontatezza del filmone d’essai premiato a Cannes o a Toronto. Lo spettatore smaliziato avrebbe di che farsene grasse risate e i geni creativi della mafietta arcobaleno resterebbero impelagati nella loro figurina da pivelli dilettanti.

  • sergiuslictor 14 novembre 2019

    Complimenti vivissimi agli scienziati della Renault: se la pensano così é bene saperlo e, intanto, visto che sto per cambiare auto, Renault la tolgo immediatamente dall’elenco delle papabili.
    Che se le comprino le LGBT!

  • Walter 14 novembre 2019

    È pieno di film e storie romantiche che raccontano vita quotidiana di coppie eterosessuali osteggiate dalla famiglia, separate da vicissitudini dolorose, passate attraverso matrimoni non desiderati.
    E ora declinare queste storie in veste arcobaleno le rende banali? Politically correct? Scontate? Eppure sono storie vere. E cosa c’è di più orribile dello sposare qualcuno che non si ama e per il quale non si prova attrazione? Ci vedete solo il fatto che, pensa un po’, è un uomo? E al padre omofobo dell’una, che tanto vi fa storcere il naso (come se non esistessero) non corrisponde, forse, la famiglia accogliente dell’altra?
    E ancora: auspicate che una donna lesbica sposi un uomo e poi vi stupite che, se il matrimonio fallisce miseramente, i bambini stiano con la madre? Nelle normali separazioni eterosessuali succede qualcosa di diverso, forse?

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