Morte del carabiniere Cerciello, chiesto il giudizio immediato per i due americani

14 Nov 2019 14:39 - di Redazione
americani

La Procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort. I due americani in carcere a Regina Coeli per l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Coordinati dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino e dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, i pm hanno chiuso le indagini. La richiesta di giudizio immediato cautelare permette di saltare l’udienza preliminare arrivando direttamente davanti alla corte d’Assise. I due indagati devono rispondere di tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e concorso in omicidio.

La morte del carabiniere Cerciello

Cerciello morì la notte del 26 luglio con 11 coltellate durante un’aggressione nel quartiere Prati a poche centinaia di metri dall’hotel Le Meridien dove i due americani alloggiavano. Il vicebrigadiere, quella notte, insieme al collega Andrea Varriale ando’ in via Pietro Cossa per recuperare la borsa che i due ragazzi avevano portato via a Sergio Brugiatelli. Elder e Hjorth, dopo il furto dello zaino avevano organizzato, infatti, un ‘cavallo di ritorno’ e dissero a Brugiatelli di riportare soldi e droga. All’appuntamento però si presentarono i due carabinieri e Cerciello morì sotto le coltellate inferte da Elder.

Come si ricorderà fece molto discutere la diffusione della foto di Chistian Gabriel Natale Hjorth bendato, mentre si trovava nella caserma di via in Selci. La Procura militare in relazione alla diffusione della foto aprì un fascicolo per indagare sulla ‘divulgazione di notizie segrete o riservate’, il reato relativo all’art.127 del codice penale militare di pace.

Successivamente, una nuova polemica scoppiò per la decisione di Ivan Scalfarotto di andare a visitare in carcere i due americani arrestati. Una mossa che l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini criticò aspramente e che fece esplodere polemiche anche all’interno del Pd. Zingaretti si sentì in dovere di prendere le distanze parlando di iniziativa personale di Scalfarotto, oggi sottosegretario del governo Conte bis.

 

 

 

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