Meloni: «Sostegno e affetto alla Segre. Il vero pericolo è il fondamentalismo islamico»

venerdì 8 novembre 11:44 - di Redazione
Meloni

“Il non aver condiviso in toto i contenuti della commissione Segre non equivale a dire che è giusto sostenere l’antisemitismo: è assurdo pure pensarlo. Io non ho problemi a dire che condanno l’antisemitismo”. Così, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista a Repubblica esprime concetti chiari, non equivocabili da nessuno. Argomenta la leader di FdI sul tema della scorta alla senatrice: “Se le autorità hanno ritenuto opportuno dare una scorta alla Segre significa che ce n’è bisogno”, taglia corto. “C’è un problema oggettivo di sicurezza per gli ebrei che vivono nel nostro Paese. Il primo pericolo è il fondamentalismo islamico”.

“Mi permetto di far notare che sono molti i rappresentanti della comunità ebraica sotto scorta. Non è il primo caso né in Italia né in Europa. Questo – sottolinea la Meloni- ovviamente fa più rumore”. Emanuele Lauria nell’intervista torna sull’astensione del centrodestra sulla mozione Segre. Chiede alla leader di FdI se tale atteggiamento abbia contribuito ad accendere gli animi. Ma la Meloni stronca sul nascere l’equazione che da giorni tiene banco nelle strumentalizzazioni che del caso sta facendo la sinistra: “La domanda è mal posta”, taglia corto, spiegando quali siano le manchevolezze del testo: nell’articolato non c’è riferimento alcuno al fondamentalismo islamico, che è il vero pericolo.

“La principale ragione per cui non abbiamo votato la commissione è che la mozione istitutiva è debole proprio su questo piano”, spiega Giorgia Meloni. Segnalo sommessamente, per capirci, che in quel documento non si parla mai di Israele e non viene mai citato l’integralismo islamico. Che, non lo dico io, è favorito dall’immigrazione irregolare”. Poi una sottolineatura di non poco conto: “Abbiamo istituito una commissione di politici che a a maggioranza decidono quali siano le parole d’odio. A me questa cosa non tranquillizza. Ci sarebbero concetti e punti di vista non puibili penalmente ma pericoloso . E chi lo stabilisce? A me è stato detto che sono parole d’odio quelle con cui si difende Dio, Patria e la Famiglia: ma si rende conto?”.

La leader di FdI ribadisce in un passaggio dell’intervista di non accettare che di lei si dica che  istighi all’odio: “ Solo una persona non onesta intellettualmente può dirlo”. “Ho già condannato tutti, guardi -risponde – Sono nata 30 anni dopo il fascismo, sono figlia dell’Italia repubblicana. Ma sono di destra”. Chiaro? L’intervistatore insiste. Chiede conto di una “pericolosa nostalgia del fascismo”. La Meloni anche qui si spazientisce:

Meloni: “Ma quale nostalgia per i fascismo…”

“Ma quale nostalgia per il fascismo: quello è un tema buono perle campagne elettorali”. Aggiunge e rilancia rispedendo le accuse al mittente: “Ma quando FdI, Lega e FI si sarebbero alleati con i neo-nazisti?. Guardi – ribatte – noi abbiamo fatto i conti con  il nostro passato e li abbiamo risolti, a differenza della sinistra che ci ha chiesto di togliere la parola comunismo dalla mozione sul muro di Berlino”.

Ancora una domanda sul caso di Pescara, dove un sindaco leghista ha negato la cittadinanza a Liliana Segre. “Ha fatto male”, risponde categorica la Meloni. Noi a Latina abbiamo detto di essere d’accordo con un riconoscimento simile. Se servono segnali per proteggere i simboli , diamoli”. E ha specificato: “Anche Salvini ha detto che bisogna essere scemi a nagare l’Olocausto. Noi alla Segre offriamo sostegno e affetto. Siamo al suo fianco e deve andare avanti. Ma su alcui temi possiamo anche non essere d’accordo, o no?”. E per chi ancora insistesse la leader di FdI ha annunciato nell’intervista che FdI la prossima seduta in Senato applaudirà esplicitamente la Segre su richiesta del capogruppo Ciriani.

 

Commenti

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  • sergiuslictor 9 novembre 2019

    Non solo il fondamentalismo islamico ma l’antisemitismo della sinistra che da sempre appoggia i palestinesi o chiunque altro voglia la distruzione di Israele in nome dei poveri oppressi.

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