Meloni: «Ecco qual è la verità sulla mia telefonata alla senatrice Segre»

sabato 2 novembre 15:52 - di Viola Longo
meloni

Giorgia Meloni torna sul tema della Commissione Segre, spiegando nuovamente le ragioni dell’astensione così volgarmente strumentalizzata dalla sinistra. E, in una diretta Facebook, spiega anche cos’ha detto davvero alla senatrice a vita, durante quella telefonata fatta “perché ne ho enorme rispetto e meritava una spiegazione diretta e personale”.

L’antisemitismo usato come pretesto

La leader di FdI nel video ripercorre, dunque, le “interpretazioni forzate” dell’astensione. E chiarisce che “noi abbiamo scelto di non votare la mozione perché la commissione è molto molto debole sulla lotta all’antisemitismo”. Questione che è stata anche oggetto di emendamento FdI. “Mai si parla di terrorismo e fondamentalismo islamico. Mai è citato lo Stato di Israele”, chiarisce Meloni, ricordando che durante le manifestazioni del 25 aprile “la Brigata ebraica viene sistematicamente cacciata, perché l’estrema sinistra è reticente verso Israele”. Del resto, la stessa mozione oggi al centro di tante polemiche, non nasce in questa legislatura. Nasce durante la precedente con il nome di Commissione Jo Cox, con la firma di Laura Boldrini.

Meloni: «Un bavaglio per chi non è di sinistra»

Oggi della proposta Boldrini viene eredita in toto l’impostazione, che, ricorda Meloni, prevede che la commissione possa “segnalare all’autorità e ai social network chiunque sia responsabile di fatti di antisemitismo, e siamo tutti d’accordo, di razzismo, e siamo tutti d’accordo, ma anche chi è portatore di idee nazionaliste, etnocentriche e chi diffonde stereotipi e pregiudizi”.

Commenti

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  • alberto lazzari 3 novembre 2019

    Ben fatto on. Meloni, questa è la classica dimostrazione dell’inutilità della carica di Senatore a Vita senatori .

  • maurizio pinna 2 novembre 2019

    Il primo partito bolscevico al governo, al di fuori dell’ Unione Sovietica, fu quello tedesco della Repubblica Di Weimar, il Nazional Bolscevismo. Era un coacervo di partitini e movimenti di tipo socialista-marxista, con pochi obiettivi: rimanere uniti per annientare gli avversari politici, impedire qualsiasi iniziativa popolare che non fosse il “pensiero unico” e annullare le frontiere in nome di un fantomatico globalismo arcadiano. Quando tornò in Italia dall’ URSS, Togliatti aveva in testa quel modello, da quel modello nacque il Governo Bonomi, derivò il pensiero bolscevico italiano e la conseguente Costituzione. La Commissione Segre è un parto di quel modello, una sorta di “tribunale del popolo” in grado di indicare ai giustizialisti e alle strutture mediatiche compagne chi e dove colpire. Colpiscine uno per educarne 100. O no?

  • fabio 2 novembre 2019

    Meloni ha pochi neuroni; abbia rispetto per chi è già immortale di fronte alla misera violenza umana.

    • Francesco Storace 9 novembre 2019

      tu non sembri averne affatto

  • cmely 2 novembre 2019

    L’articolo 21 della Costituzione sancisce chiaramente la libertà di pensiero e di parola e recita così: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Se la commissione Segre viene utilizzata dagli esponenti di sinistra per mettere a tacere gli avversari politici col pretesto di combattere razzismo e antisemitismo (entrambi deplorevoli e sicuramente da condannare). allora assistiamo ad un fatto molto grave, e cioè ad una palese violazione della Costituzione. E sono d’accordo anch’io sul fatto che la dolorosa storia della senatrice Segre sia stata deliberatamente strumentalizzata.

  • Giulio 2 novembre 2019

    Stanno tirando troppo la corda ;usano un anziana signora provata dalla vita per i loro fini politici. Sono individui nauseanti e verranno puniti .

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