Marocchinate, Ruspandini (FdI): «Ora istituiamo la giornata in ricordo delle vittime»

venerdì 1 novembre 19:05 - di Giorgia Castelli

FdI interviene sul documento che fa luce sulle  “marocchinate”. «Sembra ormai certezza che le marocchinate avvennero per risentimento nazionale dovuto alla dichiarazione di guerra dell’Italia». Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini dopo «la notizia dell’eccezionale documento trovato all’Archivio di Stato da Emiliano Ciotti, presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle ‘”Marocchinate”. Ciotti da anni si occupa di tutelare i diritti delle donne ciociare stuprate dai goumier francesi inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia».

Marocchinate, FdI: «Fondamentale non fermarsi»

Per Ruspandini. «È fondamentale però non fermarsi. E continuare a fare luce sui sanguinosi atti che hanno insanguinato i territori del Lazio fino all’Italia settentrionale. Sugli stupri di massa e sulla vergogna assoluta di cui si sono macchiate le truppe marocchine in forza ai francesi contro l’inerme popolazione italiana durante la seconda guerra mondiale». «Ringrazio Emiliano Ciotti – scrive ancora Ruspandini – per la sua incessante opera di ricerca della verità storica. Proseguita nonostante le mille difficoltà del noto clima di oscurantismo filo francese e anti-italiano. E appoggio totalmente il suo monìto. Mentre Macron chiede di intitolare vie e piazze francesi ai magrebini noi chiediamo che venga istituita una Giornata nazionale in ricordo delle vittime delle “Marocchinate”».

Il nuovo documento

«Maltrattamento di popolazione civile». È l’oggetto del memorandum del 24 maggio 1944  firmato dal generale Alphonse Juin. Un documento che getta nuova luce sulle marocchinate. Ovvero sui crimini ai danni della popolazione italiana nel 1944 ad opera dell’esercito coloniale francese. Nel testo Juin mette nero su bianco (e comunica al Comando Alleato) l’arrivo di innumerevoli segnalazioni di «atti di brigantaggio, di rapina armata e di ratto» ai danni degli italiani. E ne individua la ratio in quelli che definisce i «nostri sentimenti nei confronti di una Nazione che odiosamente tradì la Francia». L’Italia appunto, che il generale chiama «paese conquistato».

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