Malato di Sla licenziato da una società della Regione Lazio. E Zingaretti non apre bocca

mercoledì 13 Novembre 15:04 - di Redazione
Sla

Un malato di Sla, il signor Alessandro Scipioni , è stato licenziato  nel dicembre 2018. La società Lazio Crea, socio unico la Regione Lazio, gli ha dato il benservito dopo dieci anni di servizio. Da quel momento è iniziata un’odissea. L’amaro caso che leggiamo sul Tempo ha dell’incredibile. Aspettiamo un intervento del governatore Zingaretti in merito alla disgraziata vicenda. Visto che per un caso analogo riguardante una dipendente di Eurospin in  Toscana, esultò quando l’azienda revocò il provvedimento. Ora un caso sciagurato riguarda la Regione Lazio e attendiamo una sua presa di posizione. Il tempo stringe, visto che in queste ore si attende il momento della verità dal Tribunale.

Malato di Sla, l’errore madornale del medico

L’uomo negli ultimi anni aveva fatto molte assenze per via della sua patologia. Ma quando il diavolo ci mette la coda, il dramma è totale. Capita che il medico di base abbia commesso un errore tecnico: non ha barrato nel certificato medico la casella con la scritta “stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta”. Se il medico non avesse commesso questo errore madornale, tali assenze non avrebbero potuto essere computate nel periodo cosiddetto “di comporto”: ossia le assenze che danno comunque diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Il processo

Il lavoratore non sapeva nulla di ciò. E si è trovato sbattuto fuori senza tanti complimenti. Per cui ha fatto ricorso, naturalmente, e ha impugnato il provvedimento. Ma il procuratore di Lazio Crea alla prima undienza ha rifiutato una soluzione bonaria. Gli era stato chiesto di revocare il licenziamento. Ma l’azienda della Regione Lazio è arrivata addirittura a sostenere di non sapere che il suo dipendente fosse malato di Sla. In queste ore si attende il momento della verità dal Tribunale, che ha invitato a produrre la documentazione che certifiche che la  Sla è la causa della invalidità di Scipioni.

Zingaretti, se ci sei batti un colpo, è il caso di dire. Tra uno scempio di governo e l’altro, si spera che almeno su u caso che riguarda l’umana sensibilità si senta in dovere di dirimere la faccenda. Aspettiamo un gesto “nobile” del governatore del Lazio che inorridì sul caso della donna licenziata in Toscana, definendo la circostanza “disumana e inaccettabile”. E allo scioglimento felice della vicenda, esultò: “Una bellissima notizia! Cose del genere non devono più accadere”. Proprio così. Che non accada questo scempio.

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